Sinner: "Mi piace leggere e compro la Gazzetta. Ma le pagine di tennis le salto, so già tutto..."

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In un'intervista rilasciata a L'Equipe Magazine dopo la vittoria di Montecarlo, l'azzurro ha parlato di tutto, anche del caso Clostebol: "Ho pagato il prezzo di un errore che non era mio: in campo, nel periodo prima della sospensione, sembravo molto triste e in effetti lo ero. Poi rientrare a Roma mi ha fatto sentire felice"

Lorenzo Topello

Collaboratore

19 maggio - 23:46 - MILANO

Nella valigia di Jannik Sinner, fra un torneo e l'altro, si imbarcano con delicatezza i joystick per la Playstation, ma c'è uno scomparto speciale pure per... la Gazzetta: "Mi piace leggere i giornali perchè penso sia importante sapere cosa succede nel mondo, e quando ne ho l'occasione compro volentieri la Gazzetta dello Sport" ha raccontato il numero 1 in esclusiva a L'Equipe Magazine. Con una battuta extra: "Le pagine del tennis le salto, perchè so già cosa succede... leggo quelle di calcio, è uno sport molto importante in Italia". Una curiosità rosea che arricchisce la lunga intervista di Jannik rilasciata lo scorso 12 aprile: dall'ultimo Roland Garros alle serie viste su Netflix, dall'esempio dei genitori alla reazione dopo il caso Clostebol, tantissimi i temi toccati dall'azzurro. 

al roland garros

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Sinner ha parlato a L'Equipe una volta conquistato il titolo di Montecarlo, quella spilla dorata di Costa Azzurra che concentra il Masters 1000 di tennis e il Gran Premio della sua amata Formula 1: "A volte mi faccio un giro in macchina anche io. Quando finisco l'allenamento accendo la musica e guido per venti o trenta minuti. Hobby? Oltre ai videogiochi guardo Netflix: devo finire His & Hers. Mi manca solo un episodio". Da gustare fra una pagina e l'altra della Gazzetta. Poi la chiacchierata varca i cancelli del campo da tennis e tocca subito l'amara finale del Roland Garros 2025: "Sarebbe una bugia dire che è stato facile voltare pagina. Ma ho cercato di guardare immediatamente avanti. Ho imparato grandi lezioni da quella sconfitta in Francia: è così che ho vinto a Wimbledon subito dopo. E ho trovato una certezza: quella di poter giocare bene anche su terra battuta". Aveva ragione lui: fino a poche settimane fa aveva vinto solo un torneo sul rosso (Umago 2022, curiosamente battendo Alcaraz in finale), oggi al conto ha aggiunto il tris Montecarlo-Madrid-Roma.

dopo il clostebol

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Jannik ha toccato anche un tema delicato come il periodo della sospensione dopo il caso Clostebol, l'anno scorso: "Non direi che mi abbia proprio cambiato, ma ho capito sicuramente un paio di cose. Ho pagato il prezzo di un errore che non era mio: in campo, nel periodo prima della sospensione, sembravo molto triste. E in effetti lo ero: non mi sentivo libero. Non ne parlavo con nessuno, e dopo l'esperienza ho capito chi sono i miei veri amici, e questo mi ha aiutato. Ma credo che nulla accada per caso. Poi una mattina mi sono svegliato con l'idea di trasformarlo tutto in positivo. Ho trascorso del tempo con la mia famiglia, poi sono tornato al lavolo dedicandomi molto alla palestra. E quando sono rientrato in campo, a Roma, mi sentivo felice e sollevato. Volevo solo godermi il momento, ci sono riuscito e ho giocato un tennis fantastico". 

famiglia

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Sinner ha resettato e vinto, da vero numero 1. O da robot, come molti lo definiscono: "Ma non lo trovo un paragone dispregiativo. È così che funziono: cerco di essere il più preciso possibile sempre. Mi immaginano come un giocatore senza emozioni, ma è perchè mi sento molto concentrato sulle cose da fare. Serve una condizione fisica e mentale eccezionale. Ma il top del potenziale non si può raggiungere a 24 anni: il desiderio è arrivarci fra qualche anno. Vorrei diventare un giocatore che serve molto bene, aggressivo e capace di leggere ogni situazione". Lavoro costante, come insegnano papà Hanspeter e mamma Siglinde: "Da piccolo li vedevo solo la sera e la mattina presto. Ricordo che, indipendentemente da ciò che accadeva al ristorante, i miei genitori tornavano sempre a casa col sorriso. Dai miei genitori ho imparato a vivere nel presente, senza guardare troppo avanti o indietro. E cercando di fare sempre del mio meglio". 

equilibrio

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E le pressioni come si combattono? "Io cerco di vivere nel modo più normale possibile. Non ho nè desiderio nè bisogno di vantarmi. Sono contento di ciò che ho e felice soprattutto di trovarmi in salute. Ho scelto una vita con sacrifici, ma ci vuole anche equilibrio: si hanno 24 anni una sola volta, cerco di godermeli. E io ho trovato un buon equilibrio". Un passaggio anche sulla residenza al Principato e il legame con l'Italia: "Ho scelto Monaco per la tranquillità e le strutture perfette. Se fossi rimasto ad allenarmi a casa non sarei stato nelle condizioni per diventare il miglior giocatore possibile. Certo, la mia famiglia mi manca: i miei nonni invecchiano e vorrei poterli vedere più spesso". Madre Italia lo chiama e lo ama, come nell'ultima esaltante campagna romana al Foro Italico: "E io sono fiero di essere italiano".

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