Dalle simulazioni si è visto come il recupero dell'energia costringerà le monoposto a essere meno veloci in punti che su questa pista erano sempre stati estremi. Piastri lancia un allarme sicurezza: "Può accadere che uno sia più veloce di mezzo secondo in un rettilineo e più lento di mezzo in quello successivo"
2 luglio - 21:52 - SILVERSTONE (INGHILTERRA)
Le acque sembravano essersi calmate, poi siamo arrivati a Silverstone. Le polemiche dei piloti di Formula 1 sui nuovi regolamenti e sulla gestione dell'energia richiesta in pista si erano attenuate grazie alle prime modifiche apportate prontamente da Fia, Fom e team in seguito all’ascolto – e alle discussioni – avute con i piloti nel corso dei primi mesi di rodaggio. Con l’arrivo del circus in Inghilterra, su un tracciato che ha scritto alcune delle pagine più intense e spettacolari della storia della Formula 1, è tornata però anche una forte ondata di critiche sullo spettacolo che vedremo nel corso del weekend, soprattutto in qualifica, quando i piloti saranno chiamati a gestire l’energia e dosare la potenza, senza potersi lanciare in quel “tutto per tutto” che tanto li soddisfa su tracciati dell’intensità di Silverstone: “Quest'anno va così – ha detto semplicemente Fernando Alonso –. Su certe piste si vede di più e su altre di meno, ma la situazione non cambia. Quando si taglia l'erogazione abbiamo meno potenza rispetto all'anno scorso, e persino meno potenza rispetto a una Formula 2. Guardando i dati del simulatore, per i piloti e per gli spettatori è piuttosto triste. Qui a Silverstone poi lo è anche di più, sarà semplicemente meno divertente da guidare. Guidare su curve Maggotts-Becketts-Chapel con queste macchine sarà come fermarsi a una stazione di ricarica".
erogazione
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Anche Lewis Hamilton, che di Silverstone è il re assoluto con nove successi in carriera, si è detto pronto a trovare una pista diversa rispetto a quella amata e dominata in passato: “Credo che questo sarà un weekend senza precedenti dal punto di vista dell'erogazione della potenza. Nella chat che abbiamo con gli altri piloti parlavamo tutti di quanto ci mancherà la potenza su questa pista. Anche la gestione della batteria sarà complicata, perché per gran parte del giro sarà scarica durante il recupero dell'energia”. Max Verstappen, da sempre detrattore di questo cambio regolamentare, aveva iniziato la scorsa settimana, in Austria, a parlare dei problemi che la Formula 1 avrebbe trovato a Silverstone: “L’ho provata al simulatore – aveva detto – ed è una pista completamente diversa. Mi è venuto da ridere, perché non c’entra proprio niente”. Un concetto sul quale è tornato al suo arrivo in Inghilterra: “Gestire la batteria qui sarà semplicemente un incubo, non c’è altro modo per dirlo. Non dovremmo occuparci di questo”.
potenza finita
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È stato il collega della Haas Esteban Ocon a entrare più nel dettaglio su quella che sarà l’erogazione sul giro: “Dopo curva 9 praticamente non hai più potenza. Ci vuole un po’ per arrivare a Maggotts e Becketts e sfortunatamente non c’è molto stimolo tra curva 11 e 12. Quando arrivi alla 13 c’è una piccola interruzione, ma la velocità di percorrenza è così bassa che si fa fondamentalmente tutto in pieno. Da curva 10 a curva 15 non c’è molta energia a disposizione. Quello che abbiamo visto al simulatore è che la capacità della batteria è ridotta per una pista come questa. Ci sono ancora punti cruciali, come l’uscita di curva 13: se arrivi in ritardo sul gas, rischi di compromettere l’erogazione dell’energia sul rettilineo fino alla 15. Questo è l’ultimo punto davvero complicato”.
tema sicurezza
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Tra le tante lamentele in termini di bellezza del tracciato e di passione, alle quali si aggiungono anche Charles Leclerc, Liam Lawson e Pierre Gasly, c’è anche chi, come Oscar Piastri, lancia l’allarme sicurezza: “L'unica cosa che cambierebbe davvero le cose qui a Silverstone sarebbe la fisica o avere motori diversi, cosa che ovviamente non possiamo fare. Non è un problema che abbiamo sempre, perché penso che alcune piste abbiano un buon bilanciamento, come l'Austria, lo scorso weekend, che secondo me aveva un ottimo equilibrio. Il rischio, su tutti i circuiti ad alta richiesta di energia, è però che si finisca per avere situazioni assurde in cui qualcuno è mezzo secondo più veloce in un rettilineo e mezzo secondo più lento in quello successivo. E in certi momenti diventa pericoloso. Ti ritrovi con auto che hanno differenze di velocità di 30 o 40 chilometri all'ora in rettilineo e i piloti non possono farci nulla, perché o l'erogazione della potenza è limitata rispetto a quello che vorremmo, o semplicemente la batteria non ha più nulla da dare”.










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