Quasi 7 studenti universitari su 10
riescono a risparmiare ma meno di uno investe. E' quanto emerge
dal progetto di ricerca e formazione su 'Giovani, soldi e
previdenza' condotto da Emanuela Rinaldi e Veronica Cucchiarini
del dipartimento di Scienze economico-aziendali e diritto per
l'economia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca e Arca
Fondi in collaborazione con Previverso.
Su un campione composto per il 69% di studenti con meno di 20
anni e per l'82% economicamente dipendenti dalla famiglia, oltre
il 69% di chi ha risposto alle domande dichiara di riuscire a
risparmiare, ma solo il 6,9% mostra un atteggiamento attivo
verso gli investimenti. Il 44% vorrebbe investire ma non sa da
dove iniziare, mentre il 36% non è proprio interessato.
Il 50% del campione di studenti comprende il funzionamento
degli interessi composti e il 47,7% l'effetto dell'inflazione.
Più critico, invece, il dato sulla diversificazione degli
investimenti, compresa solo dal 27,7% del campione. Per il 72%
dei giovani intervistati la famiglia si conferma come la
principale fonte di educazione finanziaria, mentre l'università
è quasi assente da questo processo, tanto che il 52% degli
studenti dichiara di non farvi mai riferimento. I social media e
i content creator hanno invece un ruolo marginale e poco
influente.
Sul fronte della previdenza complementare il livello di
alfabetizzazione è ancora più basso. Il 62% degli studenti non
ne conosceva l'esistenza prima del corso e il 65% non aveva mai
provato a stimare il proprio fabbisogno pensionistico,
nonostante una discreta consapevolezza dell'età di pensionamento
e della durata della vita post-lavorativa.
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11 ore fa
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