Sertori: "Sono nella storia del natural bodybuilding, ma ora punto alla carriera da giudice"

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Massimiliano Sertori

L'atleta italiano più titolato al mondo del Natural Bodybuilding si racconta fra traguardi e nuovi obiettivi

Rachele Scoditti

10 marzo - 11:21 - MILANO

Massimiliano Sertori continua a scrivere pagine importanti nel panorama internazionale del natural bodybuilding. L’atleta bresciano, già protagonista negli Stati Uniti con la vittoria del Mister Legend Pro e con il raggiungimento dello status professionistico in più categorie PNBA, ha ricevuto proprio questa settimana un certificato ufficiale dagli Stati Uniti che attesta un primato assoluto: è l’unico atleta al mondo e il più giovane di sempre ad aver ottenuto lo status di professionista in tutte le categorie principali del natural bodybuilding.

Un riconoscimento che consolida un percorso costruito tra competizioni internazionali, ingresso nella Hall of Fame italiana e un ruolo sempre più centrale anche come giudice di gara. Lo abbiamo intervistato per ripercorrere le tappe di questa carriera e capire quali nuovi obiettivi lo attendano dopo un traguardo che punta a entrare nella storia della disciplina.

Hai appena ricevuto questo riconoscimento ufficiale dagli Stati Uniti: cosa hai provato nel sapere di essere l’unico atleta al mondo e il più giovane di sempre ad aver ottenuto lo status professionistico in tutte le categorie?

"Sinceramente non mi sarei mai aspettato di raggiungere questo traguardo. Era uno dei tanti obiettivi che mi ero posto, ma vederlo realizzato così e sapere di essere l'unico atleta al mondo e il più giovane di sempre ad aver ottenuto lo status professionistico in tutte le categorie, è qualcosa che ancora faccio fatica a credere. È una sensazione incredibile sapere che il mio nome resterà per sempre nelle pagine della storia del natural bodybuilding con questo nuovo record. Da quando è nata la federazione nel 1988 mai nessuno era riuscito in questa impresa, è veramente pazzesco!"

Guardando al tuo percorso, quali sono stati i momenti più difficili e quelli decisivi che ti hanno portato a raggiungere questo traguardo storico?

"Sicuramente la costanza nel competere ogni anno dal 2018 allo scorso anno, 2025, no stop, rappresentando ogni anno ai massimi vertici mondiali il tricolore, non facendo mai una vera fase di ripristino del corpo e di incremento della massa muscolare per più di 4/5 mesi. Un lutto importante un mese prima del mio debutto da professionista nel 2022 e quando mio papà ebbe un infarto, sempre a un mese dalla gara, cosa che mi ha fatto vacillare. Nonostante tutto ho continuato portando a casa la vittoria. Gli ultimi tre anni sono stati veramente tosti perché, oltre a questi fattori, avevo anche un po’ di pressione per mantenere lo standard. Ma come dice il detto, la pressione è un privilegio, pertanto la accolgo e do il massimo che riesco. Sicuramente avere a fianco persone che ti vogliono bene e che ti appoggiano rende tutto più facile. Ringrazio molto i miei genitori, mamma Tiziana e papà Diego, e la mia ragazza Sharon".

Quali sono ora i tuoi obiettivi per il 2026 e che messaggio vuoi lanciare ai giovani atleti che sognano una carriera nel bodybuilding?

"I miei obiettivi principali per questo 2026 sono, in primis, fare carriera come giudice, giudicando, se ci sarà la possibilità, qualche gara estera, facendo così anche da giudice internazionale e rappresentando l’Italia. Inoltre, fare una bella fase di costruzione che, come dicevo, non ho mai fatto, per tornare, chissà, magari a breve se cambiano le carte in tavola o in un futuro. Bisognerà vedere. E riuscire a concretizzare questo record, facendolo riconoscere dal Guinness World Record. Sicuramente, come dicevo quando ho vinto la mia ultima competizione, il Mister America Pro, non posso più chiedere nulla a me stesso: ho raggiunto tutto ciò che un bodybuilder potesse sognare… Mister Universo, 8 Mondiali, Mister Legend… anche di più di ciò che si potrebbe sognare. Sono curioso di vedere cosa mi riserva il futuro".

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