L'Inter scappa. E lo fa grazie a tre punti di quelli pesanti, strappati con le unghie e con i denti al Lecce: basta un gol di Francesco Pio Esposito a lanciare la fuga dei nerazzurri, ora a +6 dal Milan (che giocherà domani a Como) e dal Napoli, tornando a +7 da Juventus e Roma. La zampata del giovane attaccante interista ha risolto una gara sottotono per gli uomini di Chivu, a cui non è bastato ricorrere ad un ampio turnover per eliminare le scorie nelle gambe del pareggio di domenica contro i partenopei. Ma una ripresa più convincente e il gol del centravanti campano hanno permesso ai nerazzurri di allungare in vetta, certificando tra l'altro il titolo di campioni d'inverno.
È stata tutt'altro che una passeggiata, complice un Lecce rimaneggiato per le assenze ma mai domo. L'Inter, probabilmente consapevole del risultato del Napoli, parte all'attacco: Thuram da solo in area colpisce male di testa, poi Bonny impegna Falcone con un destro dal limite, con il portiere che fa correre un brivido a Di Francesco rimanendo a terra per un problema alla spalla, rialzandosi dopo poco. La squadra di casa però rallenta, commettendo troppi errori in disimpegno, ci prova Zielinski dal limite ma il suo mancino termina alto.
Un paio di episodi in area del Lecce poi generano polemiche in campo: prima Thuram cade e viene ammonito per simulazione, poi Bonny va a terra e Maresca concede il rigore, salvo tornare sui suoi passi richiamato dal Var. L'Inter però va davvero al piccolo trotto, non riesce a creare spazi nella difesa del Lecce che si limita a chiudersi. Troppo lenta la manovra dei nerazzurri, tanto che Sottil, su rinvio di Falcone, fa correre un brivido a tutto San Siro con un pallonetto che esce di poco.
Ci si aspetta una reazione a inizio ripresa, ma la squadra di Chivu esce dagli spogliatoi esattamente come nel primo tempo, lenta e passiva. Appena accelerano, però, i nerazzurri si rendono pericolosi: Falcone risponde presente a un colpo di testa di Barella, poi Diouf spreca col destra da dentro l'area, mentre un mancino successivo è troppo facile per il portiere giallorosso.
Chivu prova a scuotere i suoi dalla panchina, inserendo Esposito, Frattesi e Luis Henrique. Ma la scossa continua a non arrivare, perché, anche se l'Inter alza la pressione, le occasioni scarseggiano visti i troppi errori. Allora il tecnico si gioca la carta Lautaro, passando al tridente pesante. Ma è il Lecce a creare la migliore occasione della sfida, con un inserimento di Siebert che calcia ma trova la risposta di Sommer a mano aperta.
Gol sbagliato, gol subito, verrebbe da dire. Perché, scampato il pericolo, l'Inter sblocca il risultato: Esposito serve Lautaro, il cui destro al volo viene respinto centralmente da Falcone e sulla ribattuta è lo stesso Esposito, sfruttando una scivolata proprio di Siebert, a portare avanti i nerazzurri con un mancino sporco, facendo impazzire tutto San Siro. L'ex Spezia, poi, sfiora subito anche il raddoppio, con destro chirurgico dal limite che sibila a nulla dal palo. Il Lecce nel finale prova anche l'ultimo assalto, con Falcone che lascia la porta per cercare fortuna su un corner: al triplice fischio però festeggia l'Inter.
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