Dalle indagini emerge che l'aggressione parigina del 2023 a Gigio e compagna (un milione di bottino) fu ordinata da un mandante che stava in carcere e che poi fece seviziare due dei rapinatori, per vendette interne, collegandosi dalla cella per seguire le violenze
Alessandro Grandesso
14 aprile - 09:55 - PARIGI (FRA) 
Un bottino stimato in un milione di euro tra gioielli, borse e orologi di lusso. Ma Gigio Donnarumma e la compagna Alessia forse hanno evitato il peggio, nonostante le violenze subite nella notte del 20 luglio 2023, quando una banda di rapinatori fece irruzione nel loro appartamento vicino agli Champs Elysées. Lo rivela l'indagine sul mandante, Ganito, un 21enne che ha orchestrato tutto dalla sua cella e che ha poi ordinato di torturare due membri della sua banda, seguendo le sevizie sul cellulare.
CHEF
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Secondo gli inquirenti, Ganito, alias di Ilyas Kerbouch, aveva pianificato la rapina ai danni di Donnarumma nonostante si trovasse in prigione, ingaggiando via social i ladri che entrati dal tetto del palazzo dell'azzurro, avevano aggredito il portiere colpendolo alla testa, procurandogli due ferite, e legando la compagna con dei cavi, picchiandola e minacciandola a sua volta con dei coltelli. Stessa sorte era capitata allo chef stellato italiano Simone Zanoni e alla sua compagna, nel maggio del 2022.
SEVIZIE
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L'inchiesta sulla rapina ai danni di Donnarumma ha fatto emergere poi un regolamento di conti all'interno della banda. Ganito infatti ha fatto sequestrare e torturare per almeno 24 ore due dei malviventi che hanno partecipato alla rapina nell'appartamento dell'allora portiere del Psg, seguendo e registrando le sevizie in diretta, sempre dalla sua cella, mentre consultava allo stesso tempo le foto del bottino. In seguito, uno dei due pregiudicati torturati si è suicidato in carcere. Ganito lo scorso mese era riuscito tra l'altro ad evadere di prigione, liberato da tre complici travestiti da poliziotti, ma è stato arrestato un paio di settimane dopo.










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