Senza Paulo Dybala, fermo fino alla prossima gara di campionato per un'infiammazione al ginocchio, toccherà ancora a Matias Soulé prendere per mano una Roma oggi in piena lotta per la corsa Champions. A lui sarà affiancato Pellegrini, mentre davanti avrà Malen, ma per la 'Joyita' non è la prima volta in stagione che si trova a sobbarcarsi sulle spalle il peso delle assenze.
Perché per un Hermoso che recupera e torna titolare nella difesa ufficiale con Mancini e Ndicka, c'è un attacco che stenta, almeno sotto il profilo della condizione. Dalla trasferta di Udine, infatti, sono stati esclusi, al di là di Dybala, anche El Shaarawy, Ferguson e Dovbyk. Per fortuna di Gasp, però, il mercato ha portato tre nuovi volti come Malen, Vaz e Venturino, limitando così l'emergenza con la quale la squadra giallorossa ormai convive da qualche settimana. Inoltre, dal mercato, potrebbe arrivare anche un altro regalo a Gasperini, ovvero Bryan Zaragoza, esterno d'attacco classe 2001 in prestito al Celta Vigo, ma di proprietà del Bayern Monaco. Numericamente andrebbe a sostituire l'addio di Bailey, ma intanto a Udine, come detto, dovrà far affidamento su chi oggi è a disposizione. E quindi Soulé. Esattamente un anno fa, quando Ranieri poneva il veto sulla sua cessione, il destino dell'argentino cambia radicalmente. Fino a quel momento non era riuscito a incidere come speravano a Trigoria, soprattutto a fronte di un investimento importante fatto l'estate prima.
Ma il girone di ritorno di Matias è stato di quelli da incorniciare, diventando anche un pilastro della nuova Roma di Gasperini. Ad oggi, infatti, è il bomber della squadra con sette gol e altrettanti assist tra campionato e coppe. Sei reti, però, sono arrivate tutte in campionato e molto spesso quando si è trovato a giocare al posto di Dybala. La pressione di doverlo sostituire non l'ha schiacciato, anzi. Quando Paulo non c'è si esprime meglio perché può giocare a destra sfruttando il suo piede mancino, come proverà a fare anche contro l'Udinese per tenere accesa la corsa al quarto posto. La Champions, infatti, è diventato ormai il vero grande obiettivo della squadra giallorossa, nonostante non lo fosse a inizio stagione, quando partiva il progetto Gasperini e nessuno, nemmeno dentro Trigoria, sapeva bene cosa aspettarsi dal nuovo corso.
Dirigenza e proprietà erano fiduciosi per la scelta fatta, ma consapevoli dei rischi. Ventitré giornate dopo, però, la scommessa pare vinta perché il tecnico, che nelle ultime 9 stagioni ha vissuto a Bergamo, ha convinto tutti, anche i più scettici. A cominciare dalla tifoseria che quando è emerso il nome di Gasp ha storto il naso. Sette mesi dopo, i mugugni di giugno sono un lontano ricordo perché Gian Piero ha saputo calarsi nella realtà capitolina, plasmando una squadra sempre più a sua immagine e somiglianza. E ora prova a lanciare la volata finale per riportare la Roma in Champions, per questo anche sul mercato ha chiesto uno sforzo in più rinforzando l'attacco. Ed è stato accontentato.
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