La leggenda del Milan è vicina al sì, la decisione entro due giorni. E per il budget azzurro ecco l’aiuto della Serie A
Ancora non c’è l’ufficialità, ma Paolo Maldini è sempre più vicino a diventare un nuovo, fondamentale, perno della Federcalcio. Negli ultimi giorni i contatti tra la leggenda dell’Italia e del Milan e il presidente Giovanni Malagò si sono intensificati e sembra proprio che Maldini stia rivedendo le sue priorità, tanto da superare le iniziali perplessità. Il progetto è di eccezionale rilievo e lui andrebbe a gestire, da presidente del Club Italia e direttore tecnico, l’intera filiera azzurra, condividendo con Malagò anche la scelta dei ct. Un passaggio chiave che segna una svolta importante rispetto al passato, come ha ribadito ieri il nuovo numero uno della Figc: "Il commissario tecnico? Non ho contattato nessuno finora, perché mi sono imposto che questo debba avvenire solo ed esclusivamente dopo che si è chiusa la casella del direttore tecnico che potrebbe, uso il condizionale, essere abbinata a quella del presidente del Club Italia, visto che hanno dinamiche e competenze molto similari. Penso che gli italiani desiderino avere qualcuno con storia, esperienza e conoscenza della materia, che quantomeno condivida con me la scelta del commissario tecnico". Insomma, Malagò crede fortemente in questo ruolo nuovo. Qui non si vuole solo spendere un “bel” nome, ma si avverte la necessità - anche alla luce delle esperienze negative del passato - di ripartire con qualcosa di innovativo e concreto.
i tempi
—
Maldini ha ancora un paio di giorni per prendere la sua decisione. Malagò, giustamente, ne parla sempre con una certa prudenza: "Non so dire se ci sono vicinissimo o sono ancora lontano, però ci sto lavorando molto, molto, molto. Ho letto diversi nomi, uno più degli altri (Maldini ovviamente, ndr), non mi sento di smentirli, ma nemmeno di confermarli, anche perché poi partono una serie di congetture che mi possono creare problemi su eventuali piani B". Già, perché una strada alternativa è bene comunque averla in mente, visto che - come ha detto lui stesso - non si possono avere tempi eccessivamente comodi: "Può essere che nel giro di poche ore si sia risolto tutto, come pure che ci vogliano giorni perché sono molte le variabili che incidono. Si parte dalla scelta del dt, tutto il resto viene a cascata. Quello che posso dire è che nell’arco di una settimana sarà tutto chiuso".
speciale sostegno
—
Tutto, direttore tecnico e allenatore della Nazionale. Malagò non fa mai nomi e quando gli chiedono se Conte e Maldini insieme siano “sostenibili” risponde di non averci mai pensato. Ma sul fronte budget, nella conferenza stampa di ieri che è seguita al suo primo Consiglio federale, è emersa una novità rilevante. Ad annunciarla lo stesso Malagò: "C’è stata una dichiarazione, che deve essere confermata in Assemblea, ma che credo sia molto importante: Marotta ha detto che la Lega di Serie A, in considerazione del suo interesse verso la Nazionale, a dispetto di chi dice che i club non ci pensano, vuole individuare una forma di sostegno per le finalità di alto livello della Federazione, anche perché il budget attuale non consente troppi sogni né voli pindarici. È una cosa che ho molto apprezzato". Insomma, le società del massimo campionato sono pronte a dare un contributo economico alla Figc per uno staff tecnico - dal dt al ct e non solo - di assicurato spessore. Nessuno fa nomi, non ne sono stati fatti nemmeno in Consiglio, ma è chiaro che questo importante passo - che formalmente dovrebbe essere valutato nell’Assemblea della Serie A del 23 luglio - dia una forte spinta all’ingaggio di Maldini (che qualche pretesa economica ce l’ha, soprattutto vista la responsabilità che un incarico così richiede) e soprattutto a quello di Antonio Conte. Molti club della A non vogliono infatti che, soprattutto in un momento come questo, il ct venga scelto soltanto su base economica e sono pronti a fare la loro parte. Qui non si tratta di un obolo solidale, ma di un vero e proprio investimento, perché è evidente che se la Nazionale va bene a mettersi in mostra - con conseguente valorizzazione economica - siano soprattutto i giocatori di Serie A. Una specie di ritrovata sinergia dunque, che avrebbe anche l’effetto di favorire le famose soste per i raduni che negli ultimi mesi hanno fatto tanto discutere. Difficile dire adesso quale sarà la forma del sostegno in questione, l’idea è di coinvolgere tutti i venti club, ovviamente con proporzioni diverse, in un’operazione di responsabilità con un obiettivo comune. Anzi collettivo, perché terrebbe conto dei sogni di tutti gli italiani. E se così non fosse si potrebbe comunque pensare a una sponsorizzazione ottenuta anche attraverso le società di A, che si unirebbe alle risorse che potrebbe mettere insieme Malagò: "C’è molto da lavorare sotto il profilo di sponsor, partner e stakeholder, penso di essere discretamente capace...", ha detto sorridendo ieri. L’impressione è che ci sia voglia di fare squadra, a tutti i livelli, anche se “costa” qualcosa più del previsto. Se così fosse, staremmo davvero assistendo alla migliore rivoluzione possibile del nostro calcio.











English (US) ·