Il credito erogato dai soggetti non
bancari all'economia è stato utile per ampliare le fonti di
finanziamento ma va valutata la possibile "dinamica
destabilizzante" e la trasmissione dei rischi al comparto
bancario. Lo afferma la viice Direttrice Generale Chiara Scotti
alla Conferenza su "Stabilità Finanziaria e Regolamentazione",
organizzata da Banca d'Italia, Università Bocconi - Centro di
ricerca Baffi Carefin, Eief - Einaudi Institute for Economics
and Finance e Cepr - Center for Economic Policy Research presso
il Centro Carlo Azeglio Ciampi per l'educazione monetaria e
finanziaria-
"Le attività un tempo concentrate all'interno delle banche
regolamentate - spiega - sono oggi sempre più svolte da gestori
patrimoniali, fondi di investimento, compagnie assicurative,
società finanziarie, hedge fund e veicoli di debito privato.
Questo spostamento ha ampliato le fonti di finanziamento
disponibili per l'economia reale e ha rafforzato la finanza
basata sui mercati".
Ma per Scotti "il loro comportamento collettivo può generare
dinamiche destabilizzanti". E qui cita "la rapida espansione dei
mercati del credito privato" che "si è spesso basata su linee di
credito fornite dalle banche ai fondi di debito privato. Con
l'aumento delle preoccupazioni sugli standard di concessione del
credito nei mercati del credito privato, diventa sempre più
urgente, per investitori e autorità di regolamentazione,
valutare il grado della sua interconnessione con il settore
bancario."
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