Dal fuorigioco semiautomatico alla Var, ogni Mondiale ha portato una svolta: stavolta tocca ai perditempo, con countdown e cambio del possesso. In più, anche nuovi protocolli Var
La Var, il fuorigioco semiautomatico, la prima donna arbitro, la lotta ai perditempo: il Mondiale come momento di svolta arbitrale. A Sudafrica 2010, il gol di Lampard non visto in Germania-Inghilterra accelerò l’entrata della tecnologia nel calcio: da Brasile 2014 addio ai gol fantasma. Russia 2018 portò con sé la Var, con l’immediata sensazione che non saremmo più tornati indietro. Quattro anni fa, in Qatar, il fuorigioco semi-automatico, la prima donna direttrice di gara (Frappart) e i mega recuperi, in alcuni casi pericolosamente vicini al tempo effettivo, vedi i ventisette minuti di Inghilterra-Iran. Ora è il momento del Mondiale nordamericano con al centro soprattutto la lotta ai perditempo. I furbi hanno avuto vita facile anche per la complicità di arbitri con poca personalità: basterebbe un "giallo" immediato per chiudere il conto con chi ci prova, invece di prodigarsi in rimproveri che fanno soltanto il suo gioco. Codificando i tempi di alcune situazioni, la Fifa riduce, ma non annulla, la discrezionalità: era il momento.
rinvii e rimesse
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Lo scorso anno i legislatori sono già intervenuti imponendo al portiere 8 secondi per liberarsi della palla da quando ne è in pieno possesso (con countdown arbitrale negli ultimi 5 secondi e angolo a chi attacca in caso di sforamento). Ora il discorso si allarga a rinvii dal fondo e rimesse laterali: se, per l’arbitro, si perde tempo deliberatamente, prima i giocatori vengono invitati a velocizzare le operazioni, poi parte il countdown di 5 secondi. Se portieri o giocatori sforano il limite, la "sanzione": calcio d’angolo contro la squadra che rinvia, inversione in caso di fallo laterale. La discrezionalità è necessaria perché non tutti i ritardi sono volontari: tipo quando è atteso il giocatore con il rinvio lungo, un’arma tecnico-tattica innegabile.
cambi ritardati
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Altra situazione a rischio: le sostituzioni. Oggi sono cinque, sei in caso di supplementari. I perditempo possono banchettare tranquillamente. Da Messico-Sudafrica, partita inaugurale l’11 giugno, sarà più difficile. Dopo che il quarto uomo mostra i numeri sulla lavagna, ci sono 10 secondi per uscire dalla linea più vicina. In caso di sostituzioni multiple, per tutti c’è l’obbligo di uscire entro 10 secondi dall’ultima visualizzazione. Se non rispettati, la squadra resterà in dieci: il subentrante metterà piede in campo soltanto al primo stop del gioco dopo che è trascorso un minuto. E giocare in dieci agli allenatori non piace.
interventi sanitari
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Ultima fattispecie: gli infortuni tattici e gli interventi medici che ritardano la ripresa. Pugno di ferro anche qui. Se c’è un infortunio, il giocatore soccorso deve restare un minuto fuori dal campo, a meno che il fallo sia stato punito con "giallo" o "rosso". Pierluigi Collina, capo degli arbitri mondiali, ha spiegato venerdì alla stampa internazionale il vero obiettivo di queste novità: "Puntiamo sull’effetto deterrente e pensiamo che queste regole non saranno applicate molto spesso, perché i giocatori non perderanno più tempo". La novità non riguarda i portieri perché una squadra non può restare senza: c’è sempre il rischio che aumentino i loro "infortuni", vedremo al Mondiale.
protocollo var
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Collina ha sottolineato anche la necessità di aggiornare il protocollo Var sulla scorta "dell’esperienza di questi otto anni". Prima di tutto, la possibilità di correggere via video una seconda ammonizione sbagliata per evitare un "rosso" ingiusto (caso Kalulu contro l’Inter). Quindi la correzione in caso di scambio di identità. Infine, a sanare situazioni francamente imbarazzanti, il "silent-check" sugli angoli, per impedire che un gol possa nascere da un errore arbitrale: nei secondi in cui attacchi e difese si piazzano, il Var può analizzare la situazione e avvisare l’arbitro senza interrompere il flusso di gioco.
insulti
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Il Congresso Fifa ha dato l’ok alla nuova regola del "rosso" diretto quando due avversari discutono tra loro coprendosi la bocca. Una presunzione di offesa (spesso a sfondo razziale). Deve però trattarsi di situazione conflittuale: due avversari possono parlare tranquillamente senza voler essere ascoltati, se non litigano. "Rosso" anche a chi lascia il campo per protesta senza autorizzazione (vedi finale di Coppa d’Africa con il Senegal che aveva abbandonato il campo).
Time-out o 4 tempi?
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Altra novità del Mondiale nordamericano: lo stop attorno al 22’ di ogni tempo per concedere 3 minuti per dissetarsi contro il caldo. Con il clima del Mondiale, è sacrosanto. Importante non sia un altro passo verso l’americanizzazione del calcio, tra chi vorrebbe il tempo effettivo e chi i 4 tempi del basket. Un altro sport, appunto. E il futuro cosa ci riserva? Mentre nei territori del Mondiale, in Canada, si sta sperimentando il fuorigioco con la "luce", cioè con separazione totale tra attaccante e difensore, Board e Fifa studiano come intervenire sui falli a gioco fermo – i blocchi durante i calci piazzati – che oggi sfuggono al Var. Appuntamento al 2030?









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