"Sono diventato tifoso dell’Inter grazie a mio padre, quando avevo quattro anni. Alcuni amici, tra cui Attilio Lombardo, hanno vestito la maglia degli Eagles. Sono stato al Selhurst Park almeno cinquanta volte"
Ultimo ospite alla Milano Football Week. Sul palco di CityLife è salito Marco Santin, conduttore radiofonico e storica voce della Gialappa’s Band, insieme a Giorgio Gherarducci e Carlo Taranto. “Da piccolo giocavo a calcio, me la cavavo bene. Ho vestito anche la maglia della Pro Sesto, ma i miei genitori volevano che studiassi”. La passione per i colori nerazzurri però non è mai svanita: “Sono diventato tifoso dell’Inter grazie a mio padre, quando avevo quattro anni mi portava in curva e io parlavo di calcio insieme agli altri tifosi. Eppure, ero solo un bambino”. All’estero c’è anche un’altra squadra che ha catturato Santin: “Il Crystal Palace. Quest’anno il club ha vinto anche la Conference League, sono felicissimo. Alcuni amici, tra cui Attilio Lombardo, hanno vestito la maglia degli Eagles. Sono stato al Selhurst Park almeno cinquanta volte”.
gli inizi
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Il celebre trio della Gialappa’s Band si è formato nel 1985 su Radio Popolare, cinque anni dopo è iniziato lo straordinario successo di Mai dire Gol: “Eravamo l’antidoto al Processo di Biscardi, siamo nati per prendere in giro chi parlava di calcio in maniera seria. Fino a quel momento non lo aveva mai fatto nessuno, è stato un esperimento, non sapevamo cosa aspettarci”. Per 40 anni, la Gialappa's ha seguito i Mondiali: da Messico ’86 a Qatar 2022: “Quello negli Stati Uniti è il primo che saltiamo, stiamo preparando un progetto importantissimo che partirà a ottobre. Ma non possiamo ancora svelare nulla”. Le sigle di Mai dire Gol hanno segnato un’epoca: “Da Gullit a personaggi come Lippi e Capello, riuscivamo a coinvolgere mezza Serie A”. Tra imitazioni ironiche e irriverenti, qualcuno negli anni non l’ha presa benissimo: “Una volta, Trapattoni si arrabbiò tantissimo. Dopo di lui anche alcuni politici”.
l'aneddoto
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La fotografia più bella dei 41 anni di carriera, per Santin, è la sfilata del comico Bebo Storti alla cerimonia d’apertura dei Mondiali di sci alpino di Sierra Nevada nel 1996: “Dopo mesi di trattative, Storti che interpretava il personaggio di Alfio Muschio sfilò con la delegazione del Senegal che aveva un solo rappresentate. Non sapevamo cosa sarebbe successo e guardando la tv siamo impazziti di gioia”. Tra Serie A, Mondiali, Sanremo e una lunga avventura di successi con la Gialappa’s Band: “Il Mondiale più bello è stato quello del ’90. Avevamo raggiunto una popolarità straordinaria, negli stadi c’erano gli striscioni con i nostri nomi”. Adesso Santin pensa già al prossimo campionato: “Da tifoso, spero che l’Inter vinca ancora. Ma bisogna stare attenti alla Juventus, al Napoli e pure al Milan”.









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