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Le 30 canzoni in gara: il nostro giudizi
“Quindi amarsi a cosa serve?” ci si sente domandare in una delle trenta canzoni del Festival di Sanremo al via il 24 febbraio, e che è stato possibile ascoltare ieri in anteprima. Nessuno ha la risposta ma i pezzi selezionati ruotano molto intorno ai sentimenti, all’introspezione, alle ferite del cuore. Nulla di nuovo, naturalmente, anche se si notano venature nostalgiche (pure negli arrangiamenti), emergono fallimenti personali e spunti su una società della prestazione, in vari sensi, che può lasciare lividi. Fra tanti cuori che battono finiscono per farsi notare i pochi che trattano di tutt’altro, come Ermal Meta (la guerra) e Ditonellapiaga, che punzecchia un po’ su tutto, tirando bordate sia a Milano che a Roma e nessuno è scontento. Anche J-Ax, Dargen D’Amico e, in parte, Sayf, ragionano sul mondo fuori dall’Ariston anche se a colpire sono – almeno - la classe di Levante, l’auto-analisi di Fedez e Masini, la svolta di Serena Brancale, la personalità di Nayt. Possibili sorprese, il cantautorato di Fulminacci e l’ironia di Colombre & Maria Antonietta. Restano i dubbi su un altro Festival con ben trenta canzoni e che non sembra avere già dei nomi in pole position. Conti assicura: “Sarà una edizione con tante sonorità diverse, compreso il rock e il country. Un bouquet con fiori di molti colori”. Metafora non inedita. Il verdetto il 28 febbraio. E Levante ha già detto che, in caso di vittoria, non andrà all’Eurovision a causa della partecipazione di Israele. La prima polemica è prenotata.
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