Le nuove misure si applicano a tutti i i fondi sanitari e sociosanitari integrativi e complementari del Ssn, agli enti, alle casse e alle società di mutuo soccorso
9 aprile 2026

Non sarà (almeno per il momento) la la Covip - la Commissione di vigilanza sui fondi pensione - a esercitare la vigilanza sui fondi sanitari. Alla fine in commissione bilancio della Camera è spuntato un emendamento riformulato dal Governo che di fatto abroga i nuovi compiti di controllo che erano stati assegnati alla Covip proprio dal decreto Pnrr che dopo la discussione generale incasserà il via libera in aula con il voto di fiducia.
L'obbligo di pubblicare i bilanci
Il nuovo articolo 29, ora modificato, era spuntato dopo il varo del Governo nell'ultima versione del decreto prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale proprio per mettere in pista una stretta sui controlli della Sanità integrativa, un pianeta composto da oltre 320 Fondi per un mercato che vale circa 4 miliardi, e che finora sono molto “light” (il ministero della Salute gestisce un'Anagrafe dove sono iscritti i fondi). Per questo l'ultima versione del testo prevede che “nelle more della riforma organica della materia” scattino nuovi obblighi di pubblicazione dei bilanci e delle relazioni “nel proprio sito internet istituzionale, entro tre mesi dalla chiusura dell'esercizio” e la trasmissione “nel medesimo termine, alle amministrazioni competenti”. Bilanci e relazioni dovranno contenere tra l'altro numero di iscritti e beneficiari; ammontare dei contributi versati e delle prestazioni erogate, distinte per natura e tipologia; il rapporto tra contributi versati e prestazioni erogate; l'ammontare del patrimonio complessivo del fondo; il rapporto tra patrimonio e prestazioni erogate e i costi di gestione sostenuti nell'esercizio.
A chi si applicano le nuove misure
Le nuove misure si applicano a tutti i i fondi sanitari e sociosanitari integrativi e complementari del Ssn, agli enti, alle casse e alle società di mutuo soccorso aventi esclusivamente finalità assistenziale e alle forme di assistenza sanitaria e sociosanitaria integrativa o complementare, “comunque istituite, anche di natura contrattuale, collettiva o individuale” destinate a erogare le cure ai non autosufficienti (le long term care). La mancata osservanza di questi nuovi obblighi - che scattano dall'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025 -determinerà “l'impossibilità di iscrizione, rinnovo o comunque di permanenza nell'anagrafe” dei fondi sanitari oltre alla perdita delle agevolazioni fiscali. Il nuovo articolo 29 del decreto Pnrr stanzia anche fondi per nuovi consulenti e concorsi alla Covip.
Le altre misure sanitarie
Sempre sul fronte sanitario è prevista l'attivazione di servizi di telemonitoraggio e teleconsulto per la presa in carico dei pazienti oncologici e arriva anche la proroga fino al 2027 della possibilità di “trattenere in servizio, a richiesta degli interessati” dei medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale: si tratta soprattutto di medici di famiglia, pediatri e guardie mediche di cui c'è oggi una grande carenza. E sempre per ovviare all'emergenza carenza di personale sanitario scattano anche assunzioni più facili - in deroga alle ordinarie procedure concorsuali - attraverso le stabilizzazioni: su un tetto massimo del 30% di posti programmati le Regioni potranno assumere riservando fino al 50% dei concorsi a chi ha maturato almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, negli ultimi 5 anni alle dipendenze del Ssn con contratti flessibili o di collaborazione. Oppure con una selezione per titoli e colloquio, sempre entro il limite del 50%, dopo 24 mesi di servizio continuativo purché reclutato con procedure concorsuali (incluse quelle durante il Covid). Salta invece la modifica che consentiva assunzioni dall'estero degli Oss (Operatori socio sanitari) in deroga sul riconoscimento dei titoli, oggi ancora possibile per medici e infermieri.











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