Samuel, Aimar e Ayala: i grandi ex che stanno esaltando l'Argentina di Scaloni

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L'abbraccio al "muro" ex Inter dopo il gol di MacAllister con la Svizzera suggella l'importanza dello staff del tecnico dell'Albiceleste. Un gruppo unito e di grande esperienza che rende più semplice il lavoro dell'allenatore in panchina e dei giocatori in campo

Segna Alexis MacAllister e tutti in panchina abbracciano Walter Samuel. Questa la scena al minuto 10 di Argentina-Svizzera, la spiegazione è che l’ex difensore dell’Inter del Triplete aveva preparato lo schema su calcio d’angolo con l’inserimento di Mac. E quando si è realizzato, tutto lo staff ha esultato con il Muro interista. Lionel Scaloni poi ha raccontato: “Walter aveva studiato l’entrata sul primo palo del giocatore, nei calci piazzati non serve essere troppo alti, ma conta di più la posizione dell’inserimento”. 

gli amici di scaloni

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Lo staff di Scaloni è composto da ex giocatori che in carriera sono stati più famosi e hanno vinto più di lui. Oltre a Samuel, ne fanno parte anche Pablo Aimar, fra gli altri trofei anche una coppa Uefa con il Valencia, e Roberto Ayala, passato pure da Napoli e Milan, con cui festeggiò lo scudetto del 1999. Ayala è stato anche capitano della Nazionale per 63 partite sulle sue 115 in totale. Scaloni conta solo 7 apparizioni con l’Albiceleste. Ma ad unire il gruppo c’è anche una duratura amicizia. Scaloni, Samuel e Aimar vinsero il Mondiale Under 20 nel 1997 in Malesia. Il 26 giugno di quell’anno negli ottavi incontrarono proprio l’Inghilterra: vittoria per 2-1 con gol proprio di Aimar e di Juan Roman Riquelme. Possono raccontare nello spogliatoio come si battono gli inglesi. 

staff unito

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Scaloni non manca mai di citare lo staff, quando parla di meriti o decisioni. Spesso nelle interviste flash di metà gara manda Ayala. Il rapporto tra di loro è particolare ma ancora di più è quello tra Messi e Aimar, perché il secondo era l’idolo del primo da ragazzino. Quando poi il giovane Messi si è ritrovato nello spogliatoio con il numero 10 del River Plate, al Mondiale in Germania, non nascondeva mai l’ammirazione: “Essere stato l’idolo di Leo è un orgoglio, come vederlo giocare tutti i giorni con la Nazionale” ha detto Aimar. “Siamo stati compagni di squadra ma anche rivali con club differenti, ma tra di noi c’è un’intesa tacita che va oltre il campo. Lo ammiro anche per la persona che è”. Il segreto dello staff, e dei successi della nazionale, secondo Aimar è questo: “Scaloni ha messo insieme una squadra fantastica e noi siamo un gruppo di persone che dividono la stessa visione, che spesso è una componente difficile da ottenere. Lui ti dà sempre fiducia e calma”

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