Salvini: 'Arriveremo al voto con questa alleanza, con Vannacci a oggi no'

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"Mi auguro che finisca come a Venezia dove la sinistra aveva già vinto. sondaggi su sondaggi, gli analisti che la davano per persa. Arriveremo con questa alleanza: con Vannacci a oggi evidentemente no. Ha votato contro il piano casa e se ci ritiene dei falliti adesso non penso cambierà idea tra un anno". Lo ha detto Matteo Salvini dal palco di Nexus a Milano Marittima, evento della Lega Giovani.

"Non sopporto la mancanza di serietà - ha osservato - È legittimo che facciano la loro corsa. Mi interessa vincere non per il gusto di vincere ma vincere per fare quello in cui credo, come l'autonomia, e farlo con i camerati... Noi siamo sovranisti a Bruxelles ma autonomisti fino al midollo in Italia".

"Ho una certezza: noi l'anno prossimo ci troviamo qua a festeggiare la vittoria elettorale del centrodestra con la Lega oltre il 10% con qualsiasi legge elettorale. Io sono laico" sulla legge elettorale, "basta che ci sia un premio che permetta a chi vinca di governare", ha proseguito Salvini intervistato dal giornalista Giuseppe Cruciani. "Ci sono rimasto male - ha ironizzato - perché in questi tre giorni si è parlato di tutto, mi aspettavo un sette-otto ore sulla legge elettorale, invece... Ho delegato a due esperti e ho detto: chiamatemi alla fine. Io sono laico: preferisco un modello secondo cui chi vince può governare per cinque anni e che chi perde ci riproverà. Una legge elettorale che non permetta giochi di Palazzo. Questa è una legge elettorale seria".

Ha quindi assicurato che "c'è sempre la variabile ultraterrena, ma se la salute permette guiderò la campagna elettorale. La forza della Lega è e sempre sarà la squadra: servono i capitani ma servono le truppe, determinate, motivate". Gli altri esponenti della Lega, da Zaia a Fedriga ai sindaci, "me li aspetto tutti, non dietro ma di fianco per vincere la campagna elettorale". 

E su Vannacci ha ribadito: "Io non porto rancore, c'è più una delusione umana che politica che dura qualche ora poi si guarda avanti. Rimangiarsi nel giro di qualche settimana tutta questa apertura" della Lega "da parte di un uomo in divisa è stata una delusione. Abbiamo l'ansia da prestazione? No. Lo seguo con la dovuta attenzione e il dovuto rispetto. Non ci siamo sentiti più al telefono: mi freghi una volta...". E ha commentato: "Se ai loro convegni si salutano e si accolgono al saluto di camerati, preferisco il raduno dei giovani della Lega. La parola camerata fa parte di un passato da studiare".

Sul proprio futuro, il vicepremier ha ripetuto qual è al sua aspirazione mai nascosta, quella di tornare al Viminale: "È mica facile fare il ministro dell'Interno. A me piace portare a termine le cose, quindi in questa legislatura vado a chiudere tutti i cantieri. Se vinciamo, sì". "Io - ha aggiunto - da domani mattina sono a disposizione del mio governo di una presidente del Consiglio che stimo. Un governo che trova in Matteo Salvini un leale esecutore". 

No quindi all'ipotesi di fare il sindaco di Milano: "Fammi dare una mano all'Italia da Nord a Sud ancora per qualche anno". 

Infine un commento sulla politica esttera, a partire dalle frasi di Rutte sull'uso delle basi italiane per gli attacchi all'Iran: "Rutte avrebbe fatto bene a contare fino a dieci prima di dire una cosa inesatta. L'Italia non è in guerra con nessuno, non possiamo né dobbiamo intervenire direttamente, lasciamo che gli altri portino avanti quello che devono portare avanti. Il segretario generale della Nato non parla per sbadatezza, parla per mettere in difficoltà il governo Italiano come altri a Bruxelles". Dà fastidio "che parlino a vanvera dell'Italia e del governo italiano". 

A su Trump ha detto: "Penso che lui stia facendo l'interesse della gente che lo ha votato. Che non siamo noi. Vedremo a novembre. Alcune battaglie sono anche lo nostre ma non mi aspettavo un iperattivismo estero, dall'Iran al Venezuela. Penso non se lo aspettassero neanche gli americani. Io non cambio le mie idee, se attacca il presidente del Consiglio, attacca anche me e gli italiani. Ma il grande assente è L'Europa. La grande assente è l'Unione Europea".

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