Sabalenka si prende la copertina di Time: "Il tennis mi ha salvata dalla depressione"

1 giorno fa 8

La tennista: "Sogno una sala per distruggere le racchette: tra un set e l’altro vai in quella stanza, scarichi tutto e torni in campo come una persona nuova”

Luigi Ansaloni

Collaboratore

14 agosto - 16:37 - MILANO

"Tour de Force". È il titolo scelto da Time per la copertina dedicata ad Aryna Sabalenka in un articolo che è più un ritratto. Oltre la campionessa, oltre la numero uno del mondo e oltre i quattro Slam già conquistati. Nell’intervista c’è solo, anzi anche, una donna che ha attraversato lutti, guerra, depressione, crisi sportive e momenti in cui il tennis sembrava non bastare più. E proprio il tennis, alla fine, l’ha salvata più di una volta. La stessa tennista che sogna un’area apposita nei tornei dove poter liberamente, senza filtri e con pura gioia, spaccare le racchette.

la rinascita

—  

Agosto è il mese della rinascita per Sabalenka. O almeno, potrebbe essere. C'eravamo lasciati con Aryna eliminata a Wimbledon dalla Osaka che prometteva di bere per dimenticare. "L'ho fatto, ho mandato già qualche drink, ma senza ubriacarmi", ha confessato la bielorussa. La numero uno del mondo si prepara alla corsa per conquistare il terzo US Open consecutivo, mentre alle sue spalle Elena Rybakina è sempre più vicina, pronta a scipparle il trono. Questo però sembra non essere in cima ai pensieri di Aryna. Ci sono altre sfide, altri trofei di diverso tipo da conquistare. C’è la questione della spartizione dei ricavi dei tornei del Grande Slam, ad esempio, con Sabalenka che non usa giri di parole: le giocatrici, secondo lei, meritano una fetta maggiore. "Credo che a un certo punto boicotteremo gli Slam, se la richiesta delle giocatrici di una maggiore quota dei ricavi non verrà accolta. Senza di noi non ci sarebbe il torneo e non ci sarebbe questo spettacolo. Meritiamo assolutamente una percentuale maggiore". Un boicottaggio, precisa, sarebbe l'ultima carta. L’estrema ratio. Una carta che le giocatrici sarebbero pronte a giocare. "Spero che non si arrivi mai a quel punto. Ma credo che tutte le giocatrici siano sulla stessa lunghezza d'onda. Se un giorno dovessimo boicottare il torneo, lo faremo sicuramente".

la guerra e le lacrime

—  

Tra le pagine più dure dell'intervista c'è il racconto degli anni della guerra in Ucraina. L'invasione russa del febbraio 2022, partita anche dal territorio bielorusso, ha creato una frattura profonda tra giocatori russi e bielorussi e quelli ucraini. Sabalenka racconta di aver ricevuto parole durissime da alcuni allenatori ucraini. "Mi dicevano cose davvero, davvero, davvero cattive. Non voglio ripeterle. È stato terribile. Mi ha colpito profondamente e scoppiavo a piangere, anche perché mi sembra ovvio che nessuno possa sostenere la guerra. Se supporto Alexander Lukashenko? Non ne voglio parlare", ha detto Aryna.

lutti e depressione

—  

Poi ci sono i lutti. Nel 2019 Sabalenka ha perso il padre, morto a soli 43 anni per una meningite. Un dolore enorme, arrivato mentre la carriera della figlia stava decollando. "Abbiamo iniziato ad avvicinarci, come amici. Era facile parlare con lui. Era la persona che mi aiutava davvero a rimettermi in carreggiata quando le cose non andavano bene", dice Aryna. La madre le ha ricordato quanto fosse orgoglioso di lei: non soltanto delle vittorie, ma del fatto stesso di vederla competere ai massimi livelli. Quelle parole, racconta Sabalenka, l'hanno aiutata a ritrovare serenità. Poi, nel 2024, la morte dell'ex compagno Konstantin Koltsov, ex giocatore NHL. Un'altra tragedia, un altro colpo durissimo. "Il tennis mi ha davvero salvata dalla depressione. Cercavo solo di concentrarmi sull'allenamento, per passare meno tempo a pensare a me stessa. Piangevo molto durante gli allenamenti. È stato un momento molto difficile della mia vita".

il servizio e la rinascita

—  

E c'è stato anche il momento in cui a rischiare di crollare è stata la tennista. Nel 2022 il servizio non funzionava, la fiducia era ai minimi e Sabalenka arrivò persino a pensare al ritiro. "Mi sono sentita come se il mondo mi stesse dicendo: Basta così”. La svolta è arrivata anche grazie al ritorno dalla psicologa. Una figura capace di conoscerla, ascoltarla e soprattutto cambiare la sua prospettiva. "È positivo tornare a lavorare con qualcuno che ti conosce bene e che è capace di dire un paio di cose in grado di cambiarti la prospettiva".

la stanza delle racchette

—  

Sabalenka non ha mai nascosto il suo lato emotivo. E proprio per questo ha anche un sogno decisamente particolare per il tennis del futuro: una stanza dove poter distruggere racchette senza conseguenze. L'idea è semplice, tra l’ironico e il reale: tra un set e l'altro, entrare, scaricare tutta la rabbia e tornare in campo completamente trasformata. "Tra un set e l'altro vai in quella stanza, scarichi tutto e torni in campo come una persona nuova". Una sorta di zona franca per la furia agonistica. Per una giocatrice che ha fatto della potenza e dell'intensità il proprio marchio di fabbrica, forse non è nemmeno un'idea così folle.

il futuro

—  

E anche sul futuro personale Sabalenka sembra avere le idee chiare. Con il compagno Georgios Frangullis, immagina di diventare madre a 32 anni, per poi tornare in campo. E, una volta chiusa definitivamente la carriera, pensa anche a un secondo figlio. Una vita oltre il tennis, insomma. Ma senza rinunciare alla possibilità di tornare a fare ciò che più ama. Alla fine, però, resta una frase che racchiude tutta Sabalenka. Non soltanto la campionessa, ma la donna che ha dovuto rialzarsi più volte. "Voglio essere ricordata come una lottatrice in campo, ma come una persona divertente fuori dal campo".

Leggi l’intero articolo