"Chi semina vento prima o poi raccoglie tempesta...", questi "pagliacci... prima o poi faranno una brutta fine". Sono solo alcuni dei commenti che compaiono sul canale Telegram di Russia Today e diretti al leader di Azione Carlo Calenda che, lette le minacce, le respinge al mittente via social, incassando la solidarietà della politica italiana. "In questo, così come in altri casi - scrive - attribuisco nessuna preoccupazione" e anzi, rilancia sfidando "questi vigliacchi servi russi" indicando nei dettagli i suoi spostamenti abituali e precisando di "non essere scortato". Anche perchè, "prendervi a pedate nelle chiappe sarebbe di estrema soddisfazione".
E' lui stesso - da sempre fermamente pro Ucraina - a fare sapere degli attacchi, conseguenti alle sue critiche per le attività di alcuni italiani legati al canale televisivo russo. Le cui trasmissioni sono state bloccate in Europa. Attacchi che, aveva scritto qualche giorno fa Calenda, "andrebbero perseguiti a norma dell'articolo 241" del codice penale, cioè "attentati contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato", per il quale si prevede la reclusione non inferiore ai 12 anni.
Calenda su X: 'Su Russia Today minacce al sottoscritto'
A breve giro arriva la solidarietà di tutto il suo partito, a partire dalla presidente di Azione, Elena Bonetti. Le minacce a Calenda sono "un'interessante lettura per chi ancora nega che difendere l'Italia dalle ingerenze russe sia il primo dovere dei partiti italiani non traditori della patria", dice Bonetti, che poi punta il dito contro il leader della Lega. "Mentre un senatore della Repubblica riceve minacce" Matteo Salvini "si affretta a dichiarare che per l'Italia sarebbe addirittura 'fondamentale' riprendere buoni rapporti con la Russia", osserva. Lanciando poi un appello ai "partiti senza compromissioni" con Mosca a unirsi per "isolare i troppi amici di Putin in Italia". Quelli che sostengono "Rt sono dei traditori", rincara la dose il vicesegretario Ettore Rosato, mentre il capogruppo alla Camera Matteo Richetti fa sapere che ci sarà "una richiesta pubblica di al Ministero degli Interni per verificare l'opportunità di chiusura del canale in questione".
A Calenda arriva anche la solidarietà di Italia Viva e Noi Moderati, oltre allo stato maggiore di Fratelli d'Italia, da Giovanni Donzelli e Galeazzo Bignami, fino al presidente del Senato, Ignazio La Russa, e ai ministri Alessandro Giuli (che già si era esposto con il caso della Biennale sulla questione russa) e Guido Crosetto che definisce "inaccettabile" ogni forma di "intimidazione nei confronti di chi partecipa al confronto democratico".
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