(di Francesco Gallo)
Non si può dire che Russell
Crowe, per tutti e per sempre Massimo Decimo Meridio detto il
Gladiatore, non sia una star. Al Taormina Film Fest per
presentare stasera al Teatro Antico il suo ultimo film, ovvero
'La Vendetta Perfetta - Bear Country' di Derrick Borte, action
movie pieno di adrenalina, ha ricevuto un'accoglienza da star.
Centinaia di persone dentro e fuori del palazzo, tantissimi
selfie a cui si è prestato divertito e un incontro con il
pubblico davvero generoso in cui ha parlato di tutto, con tanto
di barba bianca, capelli neri con codino e bicipiti da
gladiatore.
Tra i tanti temi: il confronto tra il suo Gladiatore, quello
diretto da Ridley Scott e uscito nel 2000, e il sequel, sempre
firmato da Scott nel 2024, da lui definito del tutto sbagliato,
il suo rapporto con Netflix, la sua filosofia del cinema, i
primi acciacchi dell'età e il suo rapporto con l'amata musica
tanto da citare a sorpresa Ultimo.
"Abbiamo girato Il Gladiatore nel 1999, fu per me un po' uno
shock trovarmi sul set di Ridley Scott e sperimentare la vastità
della scala: c'erano letteralmente centinaia di cavalli, dozzine
di catapulte, seicento o settecento soldati romani, trecento o
quattrocento soldati barbari. Sono stato colpito allora in
faccia con un'ascia, non è stata un'esperienza interessante, ma
la conclusione è che amo il lavoro. E questa è la cosa più
importante".
Per quanto riguarda lo streaming, per l'attore e musicista
neozelandese "la cosa positiva è la disponibilità, ma
l'esperienza cinematografica resta un'altra cosa. Netflix mi ha
contattato tempo fa per dirmi che avevo il maggior numero di
film primi in classifica ed ero un attore che non aveva mai
lavorato per loro, ma continuano a comprare vecchi miei titoli.
Ora ho fatto un film per loro l'anno scorso, si intitola
'Unabomber' e uscirà a settembre o ottobre".
Crowe, che ha appena finito le riprese di 'Highlander' di
Chad Stahelski con Henry Cavill, una produzione Amazon, parla
poi ancora de 'Il Gladiatore' e ci tiene a dire che non ha quasi
mai usato lo stuntman: "Ero allora fottutamente pazzo". In quel
film, continua l'attore, ci furono molte pressioni "da parte
dello studio o dei produttori per includere scene di sesso tra
Massimo e personaggi femminili. Ho sempre rifiutato, sostenendo
che la storia era incentrata su un uomo che vendicava la morte
di sua moglie e suo figlio. Così non era il caso che in quel
viaggio si fermasse per fare sesso con qualcuno.
Superficialmente potrebbe sembrare un film per uomini, ma invece
è esattamente il contrario. Per questo poi il sequel, Il
Gladiatore 2, distruggendo quel centro morale, ha incassato a
malapena quanto il primo, ma considerando il cambiamento nel
valore del dollaro, ha di fatto fallito".
Alla fine dell'incontro con il pubblico Russell Crowe, che
ama tantissimo l'Italia e tifa per la Lazio, ha citato a
sorpresa il brano 'Il bambino che contava le stelle' di Ultimo,
anticipando il discorso che questa sera terrà in italiano al
Teatro Antico, dove riceverà il Premio alla Carriera. "Vi
incoraggio a seguire i vostri sogni: immaginate dove volete
arrivare, perché è il primo passo per raggiungere la vostra
meta. Come dice la bellissima canzone di Ultimo, ero "il bambino
che contava le stelle". Io anche oggi da uomo maturo continuo a
contare le stelle e a seguire i miei sogni".
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