Romero, un duro per l'Inter: Marotta ci crede, la trattativa col Tottenham per prenderlo a titolo definitivo

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L'argentino sarebbe l'ideale completamento per la difesa nerazzurra. Le recenti parole di De Zerbi ne agevolano l'uscita dal Tottenham, i prossimi passi

Roberto Maida

Giornalista

27 luglio - 08:34 - MILANO

Entrando nello spogliatoio del Tottenham, si sentì chiedere da Son la ragione del soprannome: Cuti. "È perché sei un tipo carino? Cutie in inglese vuol dire carino, è un aggettivo dolce", No, Romero è conosciuto nel calcio come Cuti perché la sorella maggiore Aldana lo chiamava così da bambino, storpiando il nome Cristian. E soprattutto in campo non ha proprio niente di gentile. È uno dei motivi per i quali l’Inter lo vuole fortemente, a dispetto di richieste esose (50 milioni) e di un’età insolita per i grandi investimenti di Oaktree (di solito orientata sugli under 25). Romero è il diretto discendente di Walter Samuel, suo vice allenatore nella nazionale argentina, ma anche di gente tosta come Lucio e Cordoba, che all’Inter hanno aggiunto grinta e mentalità, senza dimenticare Marco Materazzi che da un punto di vista temperamentale sapeva sempre come farsi notare. In una difesa di piedi buoni (Bastoni), intelligenza posizionale (Akanji) e baldanza atletica (Bisseck) nel pacchetto difensori a disposizione di Chivu mancava il duro della compagnia

leader

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Romero ovviamente non è un calciatore scorretto, né un intimidatore di professione. Ma può aiutare la squadra a migliorare in termini di sana aggressività, di attenzione alla marcatura, di gestione della linea difensiva. Ha l’esperienza e le credenziali che cercava l’Inter: campione del mondo e del Sudamerica con l’Argentina, vincitore da capitano dell’Europa League con il Tottenham. E poi porterebbe un vantaggio programmatico nella valigia già preparata a Londra: conosce molto bene la Serie A avendola frequentata per tre stagioni, due al Genoa e una all’Atalanta. 

margini

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Ora però bisogna attendere che Piero Ausilio trovi un accordo con il Tottenham, dopo aver ottenuto ampia disponibilità al trasferimento da parte del giocatore che durante la vacanza post Mondiale si è confrontato anche con Lautaro sul tema Inter. La sensazione è che la settimana appena cominciata possa essere decisiva per definire l’affare. Marotta è convinto di poter prendere Romero a titolo definitivo, senza formule di mercato creative, ma spera che il Tottenham scenda nelle pretese sotto ai 40 milioni, studiando i bonus che possono avvicinare le parti nella negoziazione. Ma l’idea di andare a fondo è condivisa. Non a caso Roberto De Zerbi, che da qualche mese allena il Tottenham, ha aperto la porta ai giocatori che vogliono lasciare il club: Romero è nella lista avendo rotto con l’ambiente. Perché? Semplice: nelle ultime settimane della scorsa stagione, quando la squadra ha rischiato una clamorosa retrocessione, Cristian si è infortunato al ginocchio e per non perdere il Mondiale ha deciso autonomamente di curarsi in Argentina. Scelta che i tifosi hanno aspramente criticato. Al resto ha contribuito la strategia del club che ha comprato dal Brighton nel suo ruolo Jan Paul Van Hecke, difensore della nazionale olandese, per la modica cifra di 60 milioni. 

Buono o cattivo

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Eppure Romero ha dato un contributo importante, anche realizzativo agli Spurs segnando 4 gol nell’ultima Premier. Dal punto di vista disciplinare, tuttavia, non si è fatto mancare nulla: in cinque stagioni ha rimediato 4 espulsioni e 36 ammonizioni. A marzo, dopo un brutto fallo su Casemiro nella sfida contro il Manchester United, è stato squalificato per 4 giornate. Pure in Italia la sua cartella disciplinare non è immacolata: 3 espulsioni e 33 ammonizioni in tre campionati. L’unica per rosso diretto capitò però per un fallo da ultimo uomo, con la maglia del Genoa. Incredibile ma vero, contro l’Inter.

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