Ieri le visite mediche per il nuovo acquisto che grazie alla sua duttilità potrà affiancare l’olandese con Dybala alle spalle
Alessio D'Urso
29 luglio - 09:45 - ROMA
Un “9” di talento. Come piacciono a Gian Piero Gasperini. Perché in Santiago Castro il tecnico ha rivisto un nuovo Donyell Malen o, andando un po’ più a ritroso, un altro Luis Muriel dei tempi dell’Atalanta. E nell’entrare ieri a Trigoria da giallorosso, dopo aver superato le visite mediche al Campus Biomedico, il nuovo attaccante della Roma ha riannodato pure il filo con la lunga tradizione dei re dei gol romanisti. Pronto com’è ad indossare quella preziosa maglia numero “9” che ha scelto (ereditandola da Artem Dovbyk), che è un destino, una missione, una promessa di felicità per i tifosi. Che in lui vedono un nuovo generatore di gol ed emozioni al pari dell’olandese numero 14 rivelazione dell’ultima Serie A.
Occasione
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Dopo il bagno di folla alla Stazione Termini di lunedì a tarda sera per il suo arrivo, Castro si è risvegliato ieri con dentro bellissime sensazioni. Svolte le visite mediche ha preso contatto con la realtà di Trigoria, dove oggi verrà presentato con tanto di foto di rito e dove svolgerà il primo allenamento agli ordini di Gasp. E il primo acquisto dell’estate giallorossa riabbraccerà i suoi connazionali, l’amico Matias Soulé e il totem Paulo Dybala, con il quale è destinato a scrivere un bel romanzo di calcio in giallorosso, in attesa della partenza per il ritiro in Galles. Per tutto il suo entourage, a partire dall’agente Adrian Ruocco (già procuratore di Carlos Tevez), quella giallorossa è la scelta migliore che l’attaccante potesse fare a 21 anni. E Santiago sa perfettamente che accanto alla Joya e a Malen, e con il gioco di Gasp, le sue quotazioni sono destinate ad impennarsi. Anche perché, da “dodicesimo” uomo designato, in realtà l’argentino scenderà in campo tante volte dal 1’. E come ha dimostrato a Bologna, Castro le sue occasioni sa coglierle al volo.
Coppia gol
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Sarà proprio una delle grandi attrazioni della nuova Roma l’asse Castro-Malen, due centravanti con un denominatore comune: oltre al fiuto del gol, la tecnica e la capacità di legare il gioco con i compagni. Come Gasp ha dimostrato in più occasioni a Bergamo, gli attaccanti centrali possono convivere ed esaltarsi a vicenda. Soprattutto se, come nel caso della Roma, ad ispirarli è uno come Dybala, re degli assist. In nerazzurro il tecnico schierava proprio Muriel accanto a Zapata con Gomez trequartista, Petagna con Gomez davanti a Kurtic, ancora Gomez ispiratore di Zapata e Ilicic, oppure Koopmeiners dietro a Hojlund e Lookman. Le doti e la versatilità di Castro, che può giocare appunto da centravanti, seconda punta di movimento e esterno alto a sinistra (come quando era in forza al Velez), garantiscono così all’allenatore varietà di scelta in un reparto che per la Roma sarà un regno di scelte mirate sulla partita e gli avversari del momento, di rotazioni continue ma anche di certezze nelle partite secche.
Senza paura
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E all’alba della sua nuova avventura, Castro potrà anche trarre ispirazione proprio dai grandi “9” della storia giallorossa. Da Pierino Prati a Roberto Pruzzo, da Rudi Voeller al connazionale Abel Balbo, fino a Edin Dzeko, Mirko Vucinic e Vincenzo Montella, probabilmente l’ex giallorosso al quale Santiago assomiglia di più per velocità e tecnica. E proprio dal passato e dall’Aeroplanino atterrano ora dolci ricordi che sono musica per le orecchie di Castro in vista delle prossime grandi sfide. La Champions da una parte e il derby con la Lazio dall’altro. Quello che Montella seppe decidere con una doppietta nel primo giocato e vinto 4-1 nel novembre 1999 e con il poker inflitto a Peruzzi e Nesta nel 5-1 del 2002, entrando nel cuore dei tifosi come ora spera di entrarci Santiago: con nuovi gol pesanti e quella “9” sulle spalle che non fa paura.










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