Roma, alta tensione: bloccati i rinnovi di Mancini e Cristante, anche Gasp sotto esame

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La proprietà è delusa dal nucleo storico e vuole cambiare. Intanto venerdì per la gara contro il Pisa i tifosi si preparano a esprimere il loro disappunto verso calciatori e allenatore

Andrea Pugliese

Giornalista

7 aprile - 07:27 - ROMA

E adesso diventa davvero tutto più difficile. Perché una dopo l'altra non solo stanno saltando i traguardi, ma anche le certezze. Ed allora tornano in mente le parole di Gian Piero Gasperini di sabato scorso, nella conferenza stampa pre-Inter, quando il tecnico giallorosso disse: "Questa è una squadra che ha dei valori, una base molto solida. Ho sentito qualche critica su questo gruppo, che si possa arrivare al massimo quinti o sesti. Occhio però, che senza questi puoi anche diventare dodicesimo o tredicesimo come niente". Proprio mentre subito dopo la disfatta di Milano i Friedkin hanno invece deciso di cambiare rotta. Soprattutto nei confronti del nucleo storico, quel gruppo di giocatori che rappresenta la base della squadra da anni. Insomma, non sembra esserci intesa - da questo punto di vista - tra l'allenatore e la proprietà...

rinnovamento

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Ai piani alti di Trigoria l'ennesima sconfitta stagionale (l'undicesima in campionato, 15ª comprese le coppe) non è stata digerita benissimo. Esattamente come successe lo scorso anno, dopo il ko di Como, quando la proprietà decise per un rinnovamento che poi non venne messo in piedi. O, almeno, non come era stato programmato. Stavolta, invece, la debacle di San Siro ha fatto maturare nei Friedkin una convinzione: la squadra non è competitiva, almeno non per i traguardi che ci si è prefissati. Ed allora per uscire dal pantano (leggi quinto-sesto posto) si è deciso a fine stagione di andare incontro a un cambiamento netto, drastico, modificando soprattutto il nucleo portante del gruppo. I nomi? A Trigoria non li fa nessuno, ma è facile pensare soprattutto a quei giocatori che costituiscono l'asse portante del gruppo da anni. Ecco anche perché i rinnovi di Mancini e Cristante sono di fatto "congelati", esattamente come quelli di Pellegrini, Dybala, Celik ed El Shaarawy non sono stati ancora affrontati (tranne per Pellegrini, per cui ci sono stati dei contatti con il suo entourage). 

a vuoto

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Ma poi i problemi sostanziali sono anche altri. Ad iniziare dagli investimenti fatti che non hanno reso come previsto. Tra la scorsa estate e il mercato di gennaio i Friedkin hanno tirato fuori 96,5 milioni, che diventeranno sicuramente 121,5 a giugno con il previsto riscatto di Donyell Malen. Ma tranne l'olandese, Wesley e in parte Ghilardi, gli altri acquisti non hanno girato come previsto: El Aynaoui resta un oggetto misterioso, Ziolkowski e Vaz sono dei prospetti che possono fiorire, i prestiti (Bailey, Ferguson, Zaragoza e Tsimikas) non hanno dato nulla alla causa. Tutto questo ha portato la Roma ad uscire prematuramente (in entrambi i casi agli ottavi di finale) prima dalla Coppa Italia e poi dall’Europa League. E ora ad inseguire da lontano la Champions, con il rischio anche di restare fuori dall'Europa (da ieri l'Atalanta è infatti a -1 dai giallorossi). Ecco perché l'atmosfera per venerdì sera, quando all'Olimpico la Roma ospiterà il fanalino di coda Pisa, è annunciata elettrica. Lo stadio è pronto a manifestare il proprio dissenso, sia nei confronti della squadra sia verso l'allenatore. Dal quale la gente si aspettava un impatto differente e una capacità diversa di saper incidere sul gruppo e di saper migliorare i singoli. Insomma, i tifosi speravano di vedere quanto già fatto all'Atalanta. Ed invece devono digerire sconfitte inattese...

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