L'analisi del dott. Paolo Torneri, fisioterapista a San Martino Buon Albergo, fondatore di FisioScience ed esperto in riabilitazione e prevenzione degli infortuni muscoloscheletrici
La diagnosi arrivata il giorno dopo la sconfitta casalinga del Real Madrid contro il Getafe non lascia margini: per Rodrygo rottura del legamento crociato anteriore e del menisco esterno del ginocchio destro. Il brasiliano era subentrato al 65' cadendo a bordo campo pochi minuti dopo il suo ingresso e toccandosi il ginocchio. Gli esami del mattino successivo hanno chiarito quello che tutti temevano e abbiamo chiesto al dott. Paolo Torneri, fisioterapista sportivo e fondatore di FisioScience, di spiegarci cosa comporta davvero un infortunio del genere.
Dott. Torneri, qual è il ruolo del crociato anteriore e perché la sua rottura è così invalidante per un calciatore?
"Il Legamento Crociato anteriore è uno degli elementi principali di stabilità del ginocchio controllando la traslazione anteriore di tibia e la rotazione interna. In seguito a lesione può compromettere la stabilità dinamica del ginocchio, che per un calciatore professionista che cambia direzione frena e salta centinaia di volte a partita, vuol dire compromettere la capacità di sostenere una partita".
La lesione meniscale associata come cambia il quadro?
"La complica, ma tutto dipende dal tipo e dal grado di lesione. Il menisco laterale distribuisce il carico, assorbe gli impatti e contribuisce alla stabilità articolare. Il chirurgo sceglierà in base alle condizioni in cui si troverà il menisco nel momento dell’operazione se procedere con una sutura (più conservativa, ma con tempi più lunghi) o con una meniscetomia (rimuovendo un segmento del menisco). Ogni opzione ha implicazioni diverse sulla riabilitazione e sulla prognosi futura".
Rodrygo ha concluso la partita nonostante l'infortunio. Com'è possibile?
"È un fenomeno ben documentato. Nell'immediato, adrenalina e meccanismi di modulazione del dolore possono attenuare la percezione del trauma. La muscolatura forte supplisce parzialmente alla perdita di stabilità. Molti atleti con rottura completa del LCA ricordano di aver pensato, sul momento, che non fosse nulla di grave. Poi arrivano gonfiore e senso di cedimento, e il quadro si chiarisce".
I tempi di recupero escludono il Mondiale?
"Le evidenze dicono che una ricostruzione del LCA richiede tra i 9 e i dodici mesi per un rientro sicuro ad alto livello ed essendo il mondiale ad inizio a giugno i conti non tornano. Non è essere pessimisti, ma è guardare il rischio di recidiva e il tempo necessario per il recupero funzionale".
Come si struttura la riabilitazione?
"La macro strutturazione divide in 3 i periodi di riabilitazione. Nella prima fase acuta post chirurgia si lavora sull’articolarià, gonfiore e attivazione muscolare. Nella seconda si recupera forza, controllo neuromuscolare e si pongono le basi per arrivare in sicurezza alla fase 3. Nella terza si reintroducono corsa, cambi di direzione e gestualità tecnica, ma solo dopo aver superato criteri oggettivi di forza e stabilità".
La Gazzetta dello Sport
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