Rocco Papaleo a 'Ciao Maschio': "Sono stato un papà debole e accondiscendente, ho detto pochi 'no'"

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L'attore si racconta: "ricordo il giorno in cui è arrivata la televisione, era come se fosse arrivato qualcosa di straordinario"

20 marzo 2026 | 16.55

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"Sono stato un padre debole, forse fin troppo accondiscendente. Oggi mio figlio è grande, abbiamo un bellissimo rapporto, ma quando era piccolo probabilmente non ho detto tutti i 'no' che avrei dovuto". Rocco Papaleo si 'confessa' a 'Ciao Maschio', ospite di Nunzia De Girolamo, nella puntata in onda sabato 21 marzo, alle 17,05, su Rai 1. Nel corso dell'intervista, inoltre, l'attore ripercorre con ironia e tenerezza uno dei ricordi più vividi della sua infanzia, legato all’arrivo della televisione in casa: "Mi ricordo il giorno in cui è arrivata la televisione, avrò avuto due o tre anni. Era come se fosse arrivato qualcosa di straordinario: sono uscito di casa per andare ad avvisare una vicina con cui avevo un grande rapporto. In fondo, ha cambiato davvero le nostre vite".

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Papaleo racconta poi come, da bambino, non avesse ancora una vocazione consapevole per il mondo dello spettacolo: "Non pensavo potesse diventare un lavoro. Ero vivace, sì, ma non immaginavo che quella vivacità potesse trasformarsi in una professione". Spazio anche al rapporto con la madre, figura centrale nella sua crescita: "Era una donna ansiosa, molto attenta. Se tardavo anche solo cinque minuti, partiva una sorta di task force per cercarmi. Però non mi ha mai tarpato le ali, anzi: era anche molto simpatica". Infine, un ricordo personale che unisce ironia e fede, legato a un episodio vissuto dalla madre a Lourdes: "Era andata lì sanissima e si è rotta una gamba. Quando le dissi: 'Ma Lourdes non funziona?', lei mi rispose con una battuta incredibile: "La Madonna mi ha dato un tetto…chissà cosa mi doveva succedere'. È la forza della fede".

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