L'artista all'Adnkronos racconta l'ultimo progetto 'Parsifal - L'uomo delle stelle': "E' un sogno che si realizza, è stata dura senza D'Orazio"

01 aprile 2025 | 19.49
LETTURA: 3 minuti
"Ci sono stati momenti di grande sconforto. Ma abbiamo lavorato duramente e non abbiamo mai mollato. E’ un sogno che si realizza. Stefano mi manca tanto, anche adesso, perché sarebbe stato con noi in questa intervista. Ma 'Parsifal' sta arrivando proprio come lo avevamo immaginato, e non è poco”. A dirlo è Roby Facchinetti, ospite del nuovo episodio del vodcast dell'Adnkronos, disponibile in versione integrale sul sito www.adnkronos.com e sul canale YouTube dell'Adnkronos. L’artista racconta la genesi del suo ultimo progetto ‘Parsifal - L’uomo delle stelle’, con le sue musiche e le liriche di Stefano D’Orazio e Valerio Negrini. Quest’opera-prog riprende il tema del cavaliere Parsifal, già protagonista del celebre album dei Pooh del 1973.
L’intuizione a quel tempo fu di Valerio Negrini che scelse di raccontare la straordinaria storia di 'Parsifal', firmando due liriche dell’opera. Questo ambizioso progetto di Roby Facchinetti ha poi preso forma a partire dal 2017 insieme al collega e amico per sempre Stefano D’Orazio, lavorando insieme incessantemente per tre anni fino a settembre 2020: ci sono voluti altri due anni per completare la realizzazione dell’Opera che, in oltre due ore di musica, racconta le numerose imprese eroiche del celebre cavaliere della Tavola rotonda Parsifal e il suo leggendario viaggio alla ricerca del Santo Graal. "'Parsifal' mi affascina perché è un eroe, ognuno di noi vorrebbe esserlo. In questo mondo ci vorrebbero tanti eroi da seguire e da avere come esempio. Lui è questo: ama il giusto" e il Santo Graal rappresenta "la parte migliore di noi". L'opera è un vero e proprio kolossal musicale con due orchestre sinfoniche e si compone di quarantaquattro brani divisi in due atti. "Un lavoro titanico, ma ne è valsa la pena", dice Facchinetti che già pensa di portarlo in scena. "Il prossimo sogno è di portarlo sul palcoscenico perché l’opera si presta ed è stata scritta pensando anche a questo". Infatti, "stiamo programmando e facendo di tutto affinché si realizzi".
E Facchinetti coglie l’occasione per ricordare gli inizi nelle balere e nei night, la vittoria al Festival di Sanremo e la rinuncia all’Eurovision. "Nella vita nulla è semplice", ma si va avanti "solo grazie all'amore, al lavoro, all’impegno e ai sogni sempre in cima ai pensieri, tanto da non dormire. Se non dormi puoi anche pretendere che possa accadere qualcosa", dice l’artista ricordando i numerosi successi dei Pooh. "Abbiamo avuto una vita professionale non fortunata, ma di più. Abbiamo fatto 42 album, 80 milioni di dischi venduti, oltre 3000 concerti. Più di così non si può chiedere a una professione come la nostra". "Siamo nati in un periodo molto fortunato per chi fa questo mestiere. Adesso non è più così. Purtroppo, le nuove generazioni che vogliono intraprendere questa strada non possono avere le esperienze che abbiamo avuto noi", partendo dalle balere e dai night fino a riempire gli stadi. Oggi "la gavetta non esiste più. I nuovi artisti escono dai talent e il giorno dopo fanno San Siro. Ed è normale che alcuni possano trovarsi anche non preparati e nascere squilibri".
E il prossimo anno la band più longeva della musica italiana taglierà il traguardo dei 60 anni di carriera, che festeggerà insieme ai fan. "Stiamo già pensando a cosa portare sul palco. Sarà sicuramente un concerto degno di questo traguardo". E il futuro? "Non vorrei mai smettere di sognare. E il mio sogno adesso è portare questo nostro 'Parsifal' sul palcoscenico. Questo sicuramente è il sogno più importante per ora”. di Loredana Errico e Lucrezia Leombruni
Tag
Vedi anche