Rita Pavone, 'amo anticipare i tempi e lottare, tornerei anche a Sanremo'

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(di Francesca Pierleoni) Per Rita Pavone, premiata con il Maximo Excellence Award alla seconda edizione dell'Italian Global Series, il festival per la serialità italiana e internazionale in corso a Rimini e Riccione, precorrere i tempi e scegliere sempre strade originali sono costanti della vita e della carriera. Ad esempio è stata, con Il giornalino di Gian Burrasca, interprete della prima serie italiana diretta da una donna, Lina Wertmuller. "Mi viene in mente la battuta di Luca Bizzarri che disse 'la Pavone ci anticipa sempre, quando noi arrivavamo lei era già ripartita'" sorride la cantante, parlando a Rimini con l'ANSA.
    Qualche volta "mi è costato molto fare questo - sottolinea - perché anticipare i tempi vuol dire fare cose, toccare argomenti che magari altri all'inizio non accettano. Però in me c'è soprattutto la gioia per essere arrivata a dei traguardi prima degli altri". Rita Pavone ha debuttato da adolescente e ha venduto in tutto il mondo, in 63 anni di carriera, oltre 50 milioni di dischi. La sua capacità di guardare sempre avanti e rimettersi costantemente in gioco l'ha anche riportata a Sanremo in gara nel 2020, con Niente (Resilienza, 74), di cui ha regalato una potente versione anche sul palco del festival riminese. "Con una bella canzone mi piacerebbe andare di nuovo a Sanremo - spiega l'artista 80enne -. Non tanto come ospite, ma in gara, perché a me piace lottare". Come vede Stefano De Martino alla guida del festival? "Lui è bravo , l'ho sentito anche cantare bene, poi suona il pianoforte, balla… spero che trovi le persone giuste perché mi pare lui sia sulla strada giusta, è uno che conosce questo mestiere. Comunque la mia gratitudine va a Amadeus, non lo dimenticherò mai, perché è lui che dopo 38 anni mi ha riportato a Sanremo".
    Il premio all'Italian Global Series arriva pochi giorni prima di una data importante, i 100 anni che compirà, l'11 luglio, il marito Teddy Reno: "Il geriatra ci ha detto che potrebbe arrivare anche a 105 se non ci saranno recidive. L'anno scorso ha avuto una polmonite ma ora sta bene. L'unica cosa è che ogni tanto è un po' confuso ma è ancora un gran figo - aggiunge sorridendo -. Insieme ci siamo molto divertiti, abbiamo combattuto, abbiamo creduto in una storia che era vera anche se nessuno ci metteva una lira sopra. Quando Ferruccio chiese la mia mano a mio padre, lui per reazione lo ha spinto giù per le scale… Poi papà ci ha detto di essersi sbagliato con noi. Tutte queste difficoltà ci hanno fatto capire ancora di più che ci volevamo bene, volevamo stare insieme e non facevamo del male a nessuno".
    Tornando al suo lavoro, la popolarità globale di Rita Pavone è alta ancora oggi, tanto che è molto frequente trovare sue canzoni, come Datemi un martello, Il ballo del mattone, Come te non c'è nessuno, Cuore, Viva la pappa col pomodoro o Il Geghegè in nuove serie e film di altri Paesi, fra i quali Opera senza autore del premio Oscar Florian Henckel Von Donnersmarck, Ripley con Andrew Scott e Dakota Fanning, Funny Woman con Gemma Arterton, il racconto spagnolo distopico En Fin o la commedia Nonnas, grande successo su Netflix con Vince Vaughn, Susan Sarandon, Talia Shire e Lorraine Bracco. "Adesso ci sono altre tre produzioni importanti che utilizzeranno mie canzoni - anticipa -. Hanno fatto clamore, perché le abbiamo incise in tutte le lingue, siamo entrati nelle classifiche di tutti i Paesi. Io ho avuto delle grandi opportunità, purtroppo ero minorenne, sennò avrei fatto una scelta diversa, come restare di più negli Stati Uniti, dove c'era un modo di lavorare molto diverso e dove sono stata accolta subito benissimo, anche da grandi artisti come Sammy Davis Jr".
    Non trova che oggi nella musica italiana ci sia ripetitività? "Sì, ma non è colpa dei giovani musicisti, dei cantanti, tra cui ci sono dei veri talenti, ma dei discografici, che vogliono riproporre continuamente le stesse cose, lo stesso suono. Noi avevamo la fortuna di poter lavorare con persone come Ennio Morricone, Luis Bacalov, Lilli Greco, che cercavano anche di aiutarti a crescere. Io ho vissuto un momento di grande musica, quello della grande scoperta dei cantautori come De Gregori, Venditti, Battisti, che ancora oggi mi fa impazzire. Una volta gli americani venivano a prendere da noi a Sanremo le canzoni, adesso facciamo il contrario, ripetiamo le loro".
   

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