Ricostruita l'origine di Nereide, una delle 16 lune di Nettuno

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Nereide, la terza più grande delle 16 lune di Nettuno, potrebbe essere l'unica superstite del sistema originario di satelliti del pianeta. Nuovi dati ottenuti grazie al telescopio spaziale James Webb, di Nasa, Agenzia Spaziale Europea e Agenzia Spaziale Canadese, mettono in discussione un'ipotesi di vecchia data secondo la quale Nereide, come altri importanti satelliti di Nettuno, sarebbe stata catturata in un secondo momento dalla fascia di Kuiper, la regione del Sistema Solare che si estende oltre l'orbita del pianeta ed è simile alla fascia principale degli asteroidi situata tra Marte e Giove. Lo studio è pubblicato sulla rivista Science Advances e guidato dal California Institute of Technology.

L'ipotesi sull'origine di Nereide era stata motivata dalla sua orbita estremamente allungata, che raramente si riscontra in sistema di satelliti originari e che la porta ad avvicinarsi a Nettuno fino a 1,37 milioni di chilometri e poi ad allontanarsi fino 9,66 milioni di chilometri. Analizzando i dati raccolti dal Jwst, però, i ricercatori guidati da Matthew Belyakov hanno scoperto che la composizione di Nereide è diversa da quella degli altri oggetti della fascia di Kuiper. 

Questa sorpresa ha spinto gli autori dello studio a fare delle simulazioni al computer: i dati indicano che l'orbita anomala di Nereide potrebbe essersi formata in seguito all'arrivo di Tritone, la luna più grande di Nettuno, proveniente dalla fascia di Kuiper. Finora si pensava che Tritone e gli altri satelliti arrivati dalla stessa zona avessero annientato tutti quelli originari del pianeta: Proteo per esempio, la seconda luna del pianeta per dimensioni, è costituita proprio da frammenti riaggregati di satelliti distrutti in seguito alla cattura di Tritone.

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