L'impatto sul Pil generato da beni e
servizi rivolti agli over 50 italiani è quantificabile in poco
meno di 715 miliardi di euro, pari a circa un terzo del Prodotto
Interno Lordo 2024.
Lo si legge nel libro del presidente di Itinerari
previdenziali , Alberto Brambilla, "Longevity Economy. Da Silver
a Longevity presentato oggi secondo il quale, circoscrivendo il
perimetro di osservazione ai soli ultra65enni, l'impatto sul Pil
del Paese, ottenuto applicando la stessa metodica già utilizzata
dalla Commissione Europea per calcolare l'impatto sul Pil Ue,
"avrebbe un valore stimabile intorno ai 363 miliardi di euro,
vale a dire circa il 17% del Prodotto Interno Lordo 2024".
La pubblicazione offre un'analisi di dinamiche e conseguenze
della transizione demografica in ottica sociale, economica e di
sostenibilità, fotografando una platea (di consumatori e non
solo) quantitativamente e qualitativamente sempre più
significativa, cui l'Italia è chiamata a confrontarsi "con una
consapevolezza che tuttavia non è ancora sfociata in azioni
significative".
Per dare una dimensione numerica e circoscritta al nostro
Paese, a fronte di una platea totale costituita da 28,269
milioni di over 50, al 2024 gli ultra65enni sono circa 14,3
milioni (di cui oltre la metà donne) e rappresentano il 24,3%
della popolazione: una percentuale destinata a salire, secondo
le proiezioni Istat, al 30% nel 2035 e fino al 34,5% nel 2050,
quando più di un italiano su 3 avrà un'età superiore ai 65 anni.
L'Italia- si legge . si colloca stabilmente tra i Paesi più
longevi al mondo, prima nelle classifiche Ue per speranza di
vita ma non altrettanto per quanto riguarda l'aspettativa di
vita in buona salute".
I Silver - prosegue la ricerca - "sono tra i maggiori
detentori di ricchezza - intesa come patrimonio sia mobiliare
che immobiliare - del Paese, disponendo oltretutto di flussi di
reddito stabili, come quelli da pensione, anche in fasi di
difficoltà globale (come quelle potenzialmente derivanti dalle
crescenti tensioni geopolitiche), in quanto non dipendenti dai
cicli economici, tanto che spiccano anche tra le fasce di
popolazione meno indebitate in assoluto, oltre che per una
capacità di spesa superiore a quella delle altre classi
anagrafiche".
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