Ricambi auto, allarme truffe e pezzi falsi

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Sta esplodendo, online, un nuovo femomeno negativo: l’allarme è stato lanciato dall’Associazione Demolitori Autoveicoli, che ammonisce sulla crescita di siti fasulli che riproducono quelli di autodemolitori reali

Maurizio Bertera

13 agosto - 10:03 - MILANO

A quanto pare, come se non bastassero già i ricambi falsi spacciati per originali, sono sempre più automobilisti che si fanno attirare online da offerte troppo vantaggiose sulle parti di ricambio per essere vere o siti fasulli che si nascondono dietro identità altrui. A lanciare l'allarme è l’Ada – Associazione Demolitori Autoveicoli – che segnala un sensibile aumento delle truffe online ai danni sia degli automobilisti sia delle imprese autorizzate del settore. Il fenomeno è ricorrente, con alti e bassi e già qualche anno fa l’Ada aveva lanciato l’allarme mettendosi nel contempo a disposizione delle autorità competenti per segnalare episodi sospetti e sensibilizzando gli utenti. L'invito, infatti, è rivolto in prima battuta a chi sceglie di acquistare un pezzo su internet, perché è quasi sempre l’ingenuità di chi compra ad alimentare il giro d’affari (imponente) dei truffatori. Quindi occhi aperti, diffidare degli affari imperdibili e, quando presenti, basarsi sulle recensioni, verificando che si tratti di utenti reali: un’operazione molto più facile di quanto si possa pensare.

COME FUNZIONA

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Il meccanismo è semplice e altrettanto efficace perché ai truffatori basta riprodurre i siti internet di autodemolitori realmente esistenti, con tanto di loghi, recapiti telefonici e contatti email, arrivando anche ad aprire falsi profili sui social e pubblicare annunci, con “marketplace” di Facebook che è ancora più gettonato di quanto si pensi. Sorprendente, vista la facilità con cui a un utente privato viene contestata la non originalità di una maglietta o di un paio di scarpe: eppure qui, conquistare prima la fiducia della piattaforma e poi quella dell’acquirente sembra un gioco da ragazzi. A quel punto però, bisogna ammetterlo, subentra un eccesso di fiducia se si accetta di pagare senza battere ciglio o verificare che dietro alla tastiera ci sia una persona seria o meno. In molti casi però – fanno notare quelli di Ada, il cliente viene invitato a ritirare il pezzo presso un vero centro di demolizione, completamente estraneo alla vicenda, salvo scoprire sul posto che l’ordine non è mai esistito. Le conseguenze purtroppo non colpiscono solo il consumatore truffato, ma anche quelle aziende serie e autorizzate, che si ritrovano coinvolte loro malgrado a gestire proteste e richieste di assistenza per vendite mai effettuate.

L'IMPEGNO DELLE CASE

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Un danno economico e reputazionale che rischia di minare la fiducia verso un settore sempre più importante per l'economia circolare e il riutilizzo dei componenti automobilistici, tanto che le stesse case automobilistiche si sono impegnate in prima persona, per garantire gli utenti, vedi l'iniziativa di Stellantis tramite le campagne di informazione per la divisione Mopar che si occupa di ricambi. Per limitare il rischio di raggiri, Ada invita gli automobilisti ad adottare alcune semplici precauzioni. È fondamentale verificare che il sito o l'annuncio siano riconducibili all'azienda ufficiale, contattare direttamente il venditore utilizzando i recapiti presenti sul sito istituzionale e controllare che l'Iban sia intestato all'impresa. Particolare attenzione va riservata alle richieste di pagamento su carte prepagate o conti correnti personali: i demolitori autorizzati operano esclusivamente attraverso conti aziendali. Insomma, basta usare un po’ di buon senso, non farsi ingolosire da prezzi decisamente inferiori alla media e cercare un contatto “umano” per quanto sia possibile.

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