"Caro, carissimo Jannik... Tanti,
tantissimi affettuosissimi auguri per i tuoi 25 anni.
Venticinque, un quarto di secolo. Dunque, un numero simbolico,
un giorno importante che merita di essere festeggiato come si
deve". Comincia così la lettera aperta online della Federtennis
per augurare il buon compleanno al primo numero uno del mondo
del tennis italiano. "Come solo tu saprai fare, con il tuo
inimitabile stile dove e come vorrai. Non osiamo immaginare i
regali ricevuti: con cosa ti avranno sorpreso famiglia e amici?
Non che tu abbia bisogno di qualcosa, ma un gesto - un pensiero
- è sempre apprezzato. Probabilmente avrai gradito, come
'present', la notizia che la posizione del tuo numero uno del
ranking è al sicuro fino a ottobre, qualunque cosa possa
accadere nel mondo.
Caro, carissimo Jannik… noi, la Fitp guidata dal presidente
Binaghi, il suo gruppo dirigente e tutti i tesserati (insieme al
popolo degli appassionati), ti siamo grati di esistere, come si
direbbe tra amici. Sai bene che ti aspettavamo da tempo
immemorabile, noi tennisti della domenica: desideravamo avere un
numero uno del mondo italiano. Vedere quel giorno. Tu ce lo hai
regalato, ci hai soddisfatto come il genio della lampada. Ma sei
andato oltre ogni più rosea aspettativa: hai anche mostrato al
mondo che gli italiani non sono etichettabili con i luoghi
comuni che usa per denigrarci. Hai mostrato che il profilo basso
può essere la scelta di vita vincente. Che la ricerca della
normalità è la ricetta vincente. Con annessa consapevolezza dei
veri valori della vita, che non sono vanità, ricerca della fama,
click sui social e chi più ne metta. Hai, insomma, mostrato la
via: curiosità, disciplina, sudore".
"In questi tuoi primi 25 anni - ricorda la Federtennis - hai
avuto l'onore (meritatissimo) di incrociare la racchetta con
Rafa Nadal, Roger Federer, Novak Djokovic. Hai usato quei
momenti come si farebbe con una spugna: hai assorbito, ti sei
abbeverato alla loro grandezza, hai imparato dai loro movimenti,
adattato gli insegnamenti verso te stesso e il tuo talento. Gli
esperti di numeri e analogie hanno segnalato come tu e Federer
abbiate vinto il terzo slam alla ventunesima partecipazione in
un Major. E che, alla tua età, hai conquistato gli stessi titoli
Slam di un certo Novak Djokovic. Sì, siamo abbastanza convinti
che queste informazioni ti abbiano regalato buonumore e siano la
migliore iniezione di fiducia per la tua persona, ma sempre nel
tuo modo misurato di essere. Con Nadal le similitudini
riguardano l'approccio, l'attitudine al lavoro. Ma ci piace
aggiungere che tu, da loro, hai preso anche il comportamento, la
praxis da usare per essere un atleta e un campione di altissimo
profilo anche fuori dal campo.
Per dire: chi, al posto tuo, non avrebbe replicato (o magari
anche portato davanti a un tribunale per calunnia) al buon
Kyrgios? Invece tu hai bellamente bypassato ogni parola, ogni
critica. Da qualunque parte provenisse. Silenzio, fair play".
"Caro, carissimo Jannik… per questo l'Italia ti ama ed è pazza
di te, nonostante tu non abbia fatto nulla per chiedere onori e
fama, ottenere prime pagine e copertine. Ti sei solo, e sempre,
comportato in maniera garbata ed educata. In ogni situazione e
con ogni persona, a prescindere dal rango sociale. Perché voi di
montagna siete così: naturalmente educati, bendisposti verso
l'altro, pronti a tendere la mano se c'è bisogno. Ma anche,
nello stesso tempo, bravi a sapervi difendere, mantenere certi
confini. Sarà talento, ma è evidente che sono stimmate innate:
si è mai visto un qualche tuo amico d'infanzia di Sesto
(Sexten), un qualche conoscente, un qualsiasi politico,
approfittare della tua persona per avere quei cinque minuti di
popolarità cui chiunque di noi ambisce nella sua vita? La
risposta è: nessuno ti ha mai tradito per rivelare una qualsiasi
sciocchezza del passato. Mai. Sarà anche per questo che tieni a
ricordare, sempre, come la cosa più importante sia il gruppo di
lavoro di cui potersi fidare".
"Caro, carissimo Jannik… ti vogliamo bene perché non te le
cerchi, le rogne. Sei bravo. Resti disponibile, sempre, ma non
regali assist ai paparazzi. La gente, i tifosi, gli appassionati
lo hanno compreso perfettamente.
Non vedono in te il doppiogiochista, l'opportunista, il furbetto
delle tre carte. Vedono in te uno vero: senza l'espressione da
killer hanno apprezzato il fenomeno nerd che ha saputo farsi
rispettare nella vita dai bulli con la racchetta.
Caro, carissimo Jannik… come si fa a non volerti bene? Non
faresti del male a una mosca - conclude la Federtennis - a parte
gli avversari in campo. La bellezza della tua persona è sapere,
e vedere, che passi da un'ovazione calcistica (San Siro,
ricordi?) alla visita nel reparto oncologico dell'ospedale
pediatrico senza battere ciglio, conscio di capire l'essenza e
la differenza delle emozioni, non solo per dovere di marketing
(come molti altri), regalando un sorriso sincero.
Caro, carissimo Jannik… per tutto questo (e ancora molto altro,
ma qui ci vorrebbe un libro) ti vogliamo bene. E dunque, per
concludere, ti auguriamo molti altri venticinque anni di questo
giorno. Espressione buffa, vero? Ti immaginiamo riderci su, con
una risata che seppellirà anche tutti i gufatori invidiosi.
Auguri.
Jannik Sinner firma autografi".
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