Raul Jimenez, storia di un lupo miracoloso e delle sue familias

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Mexico's Raul Jimenez celebrates after scoring his side's second goalduring the World Cup round of 32 soccer match between Mexico and Ecuador in Mexico City, Tuesday, June 30, 2026. (AP Photo/Eduardo Verdugo)

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Poteva essere una stella vera, ma ogni volta che stava per diventarlo qualcuno o qualcosa si è messo sulla sua strada. Tra avversari scomodi, traverse di cemento, palloni di gommapiuma e promesse fatte in fin di vita, El Lobo è il più grande posto di blocco tra l'Inghilterra e i quarti di finale: li conosce, sa come azzannarli...

Giulio Di Feo

Giornalista

4 luglio - 18:09 - MILANO

Alla Catedral Metropolitana di Città del Messico, sull'altare principale, da qualche settimana c'è una statua di Gesù Bambino con addosso la maglietta della nazionale. El Nino futbolero lo chiamano. La gente entra si inginocchia e chiede la grazia e lui esegue: da quarant'anni El Tri non superava un turno a eliminazione diretta di un Mondiale. Anche allora, nel 1986, il Messico giocava in casa e aveva un cammino piuttosto agevole davanti, solo che erano tempi in cui gli davano credito, parecchio: allenava un volpone come Milutinovic e avevano come centravanti Hugo Sanchez nel prime, uno che in area all'epoca valeva Haaland pur essendone fisicamente la metà.

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