Vecchie conoscenze e prime volte in vista per la squadra allenata da Stefano Pioli: ecco le squadre sorteggiate dall'urna
Lorenzo Topello
29 agosto - 15:36 - MILANO
Dall’urna, per la Fiorentina, sono usciti dimenticabili ex, oltre a interessanti primi incroci. Ma anche una particolare “ultima squadra”: quel Losanna che fu anche la formazione con cui il totem viola Giancarlo Antognoni terminò la carriera. Chissà quali pensieri agiteranno la testa di “Antonio” quando la sua Viola sbarcherà in Svizzera, nello strano incrocio regalato dal sorteggio di Conference. Dall’urna sono uscite anche Rapid Vienna, Dinamo Kiev, Aek Atene, Mainz e Sigma Olomuc. Ecco cosa aspettarsi dalle avversarie dei toscani.
RAPID VIENNA
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Un precedente freschissimo, contro gli austriaci. Era l’estate di due anni fa, primo dentro o fuori di Conference: 1-0 viennese in casa, sofferto 2-0 per i viola al ritorno con doppietta di Nico Gonzalez. Il Rapid, nel frattempo, si è rifatto il look: la strana coppia d’attacco vede Antiste (ex Sassuolo e Spezia) e soprattutto Claudy M’Buyi, pericoloso bomber classe ’99 che nella capitale austriaca è sbarcato dopo i 21 gol dell’anno scorso col St-Polten. Il possente francese si è già ambientato in maglia biancoverde, viste le 4 reti nelle prime 10 presenze stagionali. Figura tra i nuovi acquisti anche il norvegese Petter Dahl, esterno classe 2003 orientato verso la doppia cifra (già 4 gol fra campionato ed Europa), mentre la coppia difensiva è più collaudata: il francese Yao e il serbo Cvetkovic. Altri segni particolari dei viennesi? Sono durissimi a morire: hanno già rischiato due volte di uscire dai preliminari quest’anno. Nella prima, col Dundee, perdevano 0-2 al riposo salvo poi pareggiare e spuntarla ai rigori. Nella seconda hanno ribaltato gli ungheresi del Gyor dopo il ko dell’andata.
DINAMO KIEV
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Niente da fare in Champions League (doppia sorprendente sconfitta contro il Pafos) e neanche in Europa League (fuori col Maccabi Tel Aviv). Gli ucraini sono sprofondati nella terza competizione continentale, dove cercheranno di replicare il buon inizio di campionato: 9 punti in 3 gare. La Dinamo spaventa un po’ meno rispetto a qualche anno fa ed è trazione totalmente ucraina. O quasi: l’unico straniero di mister Shovskovsky (lo ricordate? Ha giocato per i 23 anni con i biancoblù, prima di sedersi in panchina nel 2023) è l’attaccante Guerrero, originario di Panama. Per il resto, a proposito del reparto offensivo, occhio all’eterno Yarmolenko, 36 anni a ottobre ma in doppia cifra anche la scorsa stagione. E all’estro di Vladyslav Vanat, obiettivo dell’Inter nella scorsa estate: i nerazzurri lo cercavano come terza punta, lui ha detto di no ed è rimasto alla Dinamo, autenticando 21 gol stagionali.
AEK ATENE
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La buona notizia, per i viola, è che coi greci giocheranno in casa. Non è cosa da poco per due motivi: il primo, eviteranno di mettere piedi nel catino bollente che ha risolto tre preliminari su tre dei gialloneri, fra cui l’ultimo giusto ieri sera contro l’Anderlecht. Fra le mura amiche l’Aek non ha ancora perso quest’anno. Il secondo motivo? Nello stadio dei greci la Fiorentina ha perso la sanguinosa finale di Conference del maggio 2024. Meglio lasciarlo in archivio. Per i toscani è invece impossibile da dimenticare Luka Jovic, disastroso in maglia viola tre anni fa e ora nuovo acquisto dei greci per l’attacco: ha già segnato un gol in Conference, contro i ciprioti dell’Aris. Nella stessa gara è stato decisivo l’altro neoacquisto dalla Serie A, l’ex Cagliari Marin che è già perno del centrocampo. Nell’Aek giocano anche l’ex laziale Strakosha tra i pali, l’ex Juve e Udinese Pereyra e il nazionale croato di lungo corso Domagoj Vida in mezzo alla difesa. Un’altra curiosità? Il secondo portiere è colui che segnò al Milan, tanti anni fa: Alberto Brignoli. Altri segni particolari dei gialloneri: lo scorso anno sono usciti con un rovinoso 0-6 dalla Coppa di Grecia contro l’Olympiacos e sono crollati al quarto posto dopo i playoff di Super League, accontentandosi per questo della Conference. E pensare che alla fine della regular season erano secondi…
mainz
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Rimonta doveva essere, rimonta è stata. I tedeschi hanno rovesciato il ko dell’andata contro il Rosenborg guadagnando la League Phase di Conference. Buona parte del merito del sesto posto dell’anno scorso (conquistato a scapito del Lipsia) è da ascrivere ai 18 gol di Burkardt, impossibile da trattenere durante il mercato estivo: ha scelto l’Eintracht per 20 milioni. Per la metà del prezzo il Mainz ha preso il suo erede: Benedikt Hollerbach, dall’Union Berlino. In avanti la qualità non manca: a sinistra c’è la certezza coreana Jae-Sung Lee, a destra il talento di Nebel che, a 22 anni, vale già oltre 20 milioni e l’anno scorso è andato in doppia cifra. Chi ha buona memoria conosce il cervello della mediana: Nadiem Amiri, transitato quattro anni fa dal Genoa. Per il resto il gruppo è ben collaudato: in difesa comanda il 34enne Bell, insieme all’ex Dortmund Maloney e a un’altra vecchia conoscenza della Serie A, Silvan Widmer.
SIGMA OLOMUC
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In Europa League non è andata benissimo: i cechi hanno rimediato cinque schiaffi tra andata e ritorno dal Malmo e si sono dovuti allora accontentare del piano di sotto. Con le coppe il Sigma ha fatto sognare più di un tifoso, a inizio anni ’90: memorabili due avventure in Uefa, stoppate solo ai quarti dal Real (nel 1992) e agli ottavi dalla Juventus (la stagione successiva). I cechi provano ancora a scrivere la storia a suon di nuovi acquisti: dal Plzen è arrivato il centravanti Vasulin, già due volte in gol in questo spicchio di stagione, mentre nel 4-2-3-1 di mister Janotka brilla a sinistra il 2002 Tkac, 9 reti l’anno scorso con lo Zilina. Interessante anche la scommessa dal passaporto nigeriano: è l’attaccante Muhamed Tijani, prelevato dal Plymouth. Lui e gli altri cercheranno di prolungare il più possibile i viaggi dei giovedì di coppa.
LOSANNA
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L’ultima squadra di Giancarlo Antognoni, dicevamo. Il fuoriclasse campione del mondo con gli azzurri di Bearzot passò in Svizzera nel 1987 e ci rimase per due anni. Il Losanna, di lì in poi, ne ha fatta di strada: è finita sul cammino europeo della Lazio in Coppa delle Coppe 1998-99, per esempio. I biancocelesti si salvarono grazie al gol in trasferta (era finita 1-1 prima e 2-2 poi) e poi vinsero il torneo. Un precedente anche col Palermo in Europa League, nel 2010-11, con altrettanti sorrisi siciliani. Quest’anno gli svizzeri convincono assai in patria: in avanti spazio al 2005 Gaoussou Diakite, preso dal Liefering, sugli esterni riecco l’ex Udinese e Atalanta Brandon Soppy, mentre in porta c’è una vecchia conoscenza di Samp e Spal come Letica. Il meglio, però, almeno in Europa è stato mostrato dalla difesa: gli assalti del Besiktas, nonostante l’uomo in più nel playoff, si sono spenti tutti contro la rocciosa coppia Sow-Okoh, 44 anni in due. Kean e soci sono avvisati.