Quanto ha guadagnato davvero Sinner vincendo Wimbledon

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Il premio di 4,2 milioni di euro è al lordo delle tasse da pagare nel Regno Unito. Poi c’è la percentuale da riconoscere ai coach: ecco quanto resta davvero a Jannik

Marco Iaria

Giornalista

14 luglio - 10:24 - MILANO

Jannik Sinner, campione di Wimbledon per la seconda volta consecutiva, si è assicurato il primo premio di 3,6 milioni di sterline, equivalenti a 4,2 milioni di euro. È l'assegno più ricco nella storia del torneo, dopo che l’All England Lawn Tennis Club ha aumentato del 20% il montepremi di questa edizione. Ma quanto guadagna davvero il numero 1 del mondo dall’esaltante cavalcata conclusa con la vittoria in finale su Zverev

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Quando si parla di prize money, ci si riferisce sempre a importi lordi: i tennisti sono tenuti a pagare le imposte nel Paese in cui disputano il torneo. Nel caso di Wimbledon, il fisco britannico è particolarmente esigente. In base al regime “Foreign Performers” dell’agenzia governativa Hmrc, ai premi in denaro conquistati dagli atleti non residenti nei tornei britannici viene applicata una ritenuta alla fonte del 20%. Ma se il compenso supera le 50 mila sterline, è necessario presentare anche una dichiarazione dei redditi nel Regno Unito: in questo caso l’aliquota sale al 40% o al 45% per i redditi superiori a 125 mila sterline. 

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E non finisce qui, come spiega Luca Del Federico, manager di giocatori Atp e Wta e consulente fiscale e finanziario: “Quando giochi Wimbledon, hai trascorso un certo numero di giorni nel Regno Unito. Il fisco britannico ti chiede una quota corrispondente degli incassi derivanti dai tuoi sponsor. Tale tassazione viene applicata con il cosiddetto metodo dei Relevant Performance Days. In sostanza, lo sportivo deve calcolare l’ammontare complessivo dei redditi da sponsorizzazione e applicare a esso la percentuale corrispondente ai giorni di permanenza nel Regno Unito, così da determinare la base imponibile su cui calcolare l’imposta dovuta. Il fenomeno incide soprattutto sui giocatori più forti, legati ai brand più prestigiosi. Per chi fa maggiore affidamento sugli sponsor che sul prize money, partecipare a Wimbledon può risultare ancora meno conveniente. Insomma, più sei forte e più elevati sono i tuoi ricavi da sponsorizzazione, più gli obblighi fiscali diventano gravosi. Per assurdo, un giocatore con sponsorizzazioni superiori ai 5 milioni di euro l’anno che uscisse al primo o al secondo turno di Wimbledon potrebbe addirittura chiudere il torneo in perdita, considerando anche i costi di partecipazione”. 

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Caliamo questo schema sul caso di Sinner. Dei 3,6 milioni di sterline vinti a Wimbledon dovrà versare al fisco britannico 1,6 milioni (il 45%), per un netto di 2 milioni di sterline, pari a circa 2,3 milioni di euro. Tralasciando il calcolo sulle eventuali imposte relative agli sponsor, restano poi gli altri oneri a suo carico. Solitamente i contratti tra i top player e gli allenatori prevedono un compenso fisso settimanale e una percentuale compresa tra l’8% e il 12% sui premi conquistati nei tornei. L’azzurro dovrà quindi versare ai coach Cahill e Vagnozzi una cifra nell’ordine dei 200 mila euro. Aggiungendo circa 100 mila euro di spese di viaggio, vitto e alloggio, a Sinner resteranno all’incirca 2 milioni di euro.

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