La scoperta spalanca le porte a nuovi approcci per la cura di patologie croniche come la dermatite atopica e la psoriasi
Giacomo Martiradonna
1 marzo - 13:21 - MILANO
A tutti è capitato almeno una volta: all'improvviso arriva il prurito, ci si gratta e, poco dopo, il corpo segnala che "è sufficiente". In qualche caso, tuttavia, più ci si gratta e più si sente il bisogno di continuare. Fino ad oggi, i processi biologici che determinano il sollievo momentaneo e, soprattutto, il segnale che indica all'organismo quando fermarsi erano rimasti in gran parte sconosciuti. Una recente ricerca belga, tuttavia, ha decodificato i meccanismi molecolari che permettono al sistema nervoso di regolare la sensazione di prurito. Comprendere questo delicato equilibrio potrebbe aiutare soprattutto le persone affette da psoriasi, dermatite atopica o eczema, condizioni croniche in cui il bisogno di grattarsi diventa persistente.
Prurito e canale ionico Trpv4
—
Lo studio, condotto da Roberta Gualdani e dai ricercatori dell'Università di Lovanio, in Belgio, punta il dito contro Trpv4. Si tratta di un canale ionico, ovvero una struttura proteica situata sulla membrana cellulare che fa da "ponte molecolare", regolando lo scambio di ioni tra l'interno e l'esterno della cellula in risposta a determinati stimoli chimici o fisici. Il Trpv4 è coinvolto nella cosiddetta meccanosensazione, cioè nella capacità delle cellule di percepire stimoli fisici come pressione, temperatura e stress a carico dei tessuti. È presente anche nei neuroni sensoriali, dove però contribuisce alla trasmissione delle informazioni tattili.
Il suo ruolo nella sensazione di prurito è stato a lungo oggetto di discussione nella comunità scientifica. Per chiarirlo, il team guidato da Gualdani ha sviluppato un modello sperimentale basato su topi geneticamente modificati, nei quali il Trpv4 è stato eliminato selettivamente solo nei neuroni sensoriali. Questa modifica ha permesso di superare i limiti degli studi precedenti, che intervenivano su tutti i tessuti senza distinguere le diverse funzioni del canale.
i risultati dello studio sul prurito
—
Attraverso tecniche combinate che includevano strumenti genetici, imaging del calcio e analisi comportamentali, è stato possibile localizzare l'espressione del Trpv4 neuronale nei meccanorecettori Aβ a bassa soglia, associati al tatto, e in specifici sottogruppi di neuroni legati alle vie del dolore e del prurito. I risultati confermano che il Trpv4 svolge una doppia funzione. Nelle cellule della pelle permette di attivare la sensazione di prurito; nei neuroni meccanosensoriali, invece, interviene per regolarla.
Quando nei modelli animali è stata indotta una condizione simile al prurito cronico, l'assenza di Trpv4 nei neuroni ha prodotto un effetto molto specifico: i topi si grattavano meno frequentemente, ma ogni episodio durava di più. In altre parole, a scomparire era il segnale che normalmente interrompe il comportamento.
una nuova speranza per i malati cronici
—
Il prurito cronico interessa un'ampia popolazione e sfortunatamente è difficile da trattare. Le conseguenze di questo studio, dunque, potrebbero impattare soprattutto sull'approccio terapeutico. "Bloccare in modo generalizzato il Trpv4 potrebbe non essere la soluzione", spiega Gualdani all'Adnkronos. "Le terapie future potrebbero dover essere molto più mirate, forse agendo solo sulla pelle, senza interferire con i meccanismi neuronali che ci dicono quando smettere di grattarci".










English (US) ·