Nella seconda prova cronometrata Vonn terza a tre decimi dalla Johnson, Sofia sbaglia in alto. Fede sempre più sicura sceglierà all'ultimo se gareggiare o no
7 febbraio 2026 (modifica alle 15:52) - CORTINA D'AMPEZZO 
Sofia Vonn sorride sul traguardo, Sofia Goggia sa che c’è ancora qualcosa da sistemare. La seconda prova cronometrata sulla Olympia delle Tofane modificata per i Giochi – con più dossi rispetto alla versione di Coppa del Mondo – è stata annullata per nebbia dopo che erano scese 23 atlete. Il miglior tempo è della statunitense Breezy Johnson (1’37”98), ma Vonn è terza a 37 centesimi e la soddisfazione dopo aver visto il crono conferma le ambizioni d’oro. Lindsey scappa via dopo la prova, non zoppica. E qualche dubbio sulla gravità del suo infortunio comincia a farsi largo tra le colleghe. Sofia Goggia è finita a 86/100 in una prova a due facce, un secondo di ritardo rimediato in alto dopo un errore poco dopo la partenza, due settori da numero 1 e un finale senza tirare. “Ho sbagliato la prima traversa, ho provato a chiudere di più la curva a piede destro. Ho saltato troppo e sono finita nel buco, in un attimo mi sono trovata in salita e non sono riuscita a gestire le pressioni. Ho fatto un errorino anche a Rumerlo, ma da là in già benissimo”.
da studiare
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In testa e nel cuore ci sono le emozioni di ieri sera, quando ha acceso il tripode a Cortina: “E’ stata un’emozione unica, che so che non vivrò più in vita mia. Accendere il braciere olimpico, a Cortina, è qualcosa di magico. Accenderlo in simultanea con Tomba e Compagnoni a Milano è stato un momento… La sfilata era molto bella, con tanta gente e tanto tifo. L’accensione del braciere è stato più sacro, più intimo”. Nessun confronto con Tomba e Compagnoni. “L’eredità che hanno lasciato è stata difficile da raccogliere. Come squadra abbiamo cercato di fare grandi cose, di riaccendere quel fuoco. Però Tomba era Tomba, ineguagliabile”. E sul traguardo il pensiero è andato agli azzurri impegnati sulla Stelvio: “I ragazzi sono stati bravi. Siamo tutte molto contente per loro. Quando ho tagliato il traguardo ho guardato il mio tempo e poi ho chiesto: come sta andando a Bormio? I nostri non erano ancora partiti, li abbiamo visti sul telefonino. Pressione su di noi? Ho talmente in testa di studiare la prima traversa: se passo bene quella ho chance, altrimenti no. Bisogna aver pressione per far bene le cose”.
super fede
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Buone sensazioni anche per Federica Brignone, che senza forzare è finita a 7 centesimi da Goggia. In attesa di capire se disputerà o no la discesa di domani, per preservare il ginocchio infortunato ad aprile. “Decideremo nel pomeriggio, parlerò con mio fratello e con Luca Scarian (il preparatore atletico). Stanotte dopo la sfilata non riuscivo ad addormentarmi, per le emozioni di una giornata che non dimenticherò mai. Avevo anche il ginocchio gonfio, ho dovuto mettere il ghiaccio. Poi ho cercato di dormire, ma l'eccitazione era troppo alto". Dice di non avere aspettative, anche se il crono dice altro: "Per me è tutto un allenamento, perché se vedo non serve a niente e non ho chance, per me questo è un test per capire se la mia gamba tiene o no. Ieri ho fatto tutta la parte finale sciando in piedi, ogni giorno la mia confidenza sale. Ho studiato bene la pista, ho messo i piedi dove volevo, non ho avuto paura".
nicolee laura
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La vittoria in Coppa a Tarvisio ha caricato Nicol Delago, in pista per la terza Olimpiade. È finita a 1"76 ma dopo aver provato soprattutto la parte alta: "Oggi la pista era molto bella, ho cercato di fare un passettino in avanti. Quest'anno ci sono più dossi, è più movimentata, non bisogna sbagliare l'approccio e fare velocità". Sarà l'esordio invece per Laura Pirovano: "E qualsiasi cosa andrà bene - mette le mani avanti -. Sono felicissima di essere qua. Quando scendo mi sento molto tranquilla".











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