Progetto Europa: come stanno le cose tra Nba e Eurolega dopo l'ultimo incontro

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Ieri meeting in Svizzera, il 29 maggio nuovo tavolo a tre con la Fiba. "Le parti hanno concordato di proseguire il dialogo" dice il comunicato. Ecco quali sono i punti di contatto e quelli dove le idee cambiano

Chinelato-Nigro

29 aprile - 13:36 - MILANO

Contatto. Ieri in Svizzera NBA, FIBA e Eurolega si sono sedute attorno a un tavolo per parlare del progetto Europa per la prima volta da quando la parola d’ordine è collaborazione. Lo faranno di nuovo, il 29 maggio, ma il dialogo dietro le quinte è destinato a continuare, con l’idea di capire se davvero si può lavorare insieme per il bene del basket nel continente. Chus Bueno, il nuovo CEO di Eurolega, e George Aivazoglou, il massimo dirigente di NBA in Europa, si rivedranno il prossimo weekend a Badalona, Spagna, entrambi ospiti della Final Four della Champions League FIBA.

l'incontro

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"I rappresentanti di FIBA, NBA e Eurolega si sono riuniti oggi presso la sede della FIBA a Mies, in Svizzera, dove si sono svolte discussioni costruttive sul futuro del basket europeo e su potenziali opportunità di collaborazione. Tutte e tre le parti hanno concordato di proseguire il dialogo nelle prossime settimane” recitava il comunicato congiunto diffuso dopo il meeting di ieri nella House of Basketball. Questo terzo incontro nell’ultimo anno è servito per capire meglio lo stato delle cose, soprattutto perché NBA e FIBA spiegassero meglio l’evoluzione del progetto a cui lavorano da oltre un anno: come hanno riferito alla Gazzetta fonti vicine alla situazione, Eurolega ha chiesto e ricevuto chiarimenti su alcuni dettagli, soprattutto economici (dalla distribuzione degli introiti a quella per i club), di questo progetto per cui la lega Usa e la federazione mondiale hanno ricevuto l’interesse di oltre 120 potenziali investitori e per cui sono arrivate offerte da oltre 20 club esistenti in basket e calcio, comprese diverse squadre attualmente in Eurolega. Nell’incontro, Eurolega ha condiviso un suo progetto di competizione, l’idea di passare dal sistema attuale di licenze pluriennali a uno con franchigie permanenti per le squadre fondatrici che vuole completare durante la stagione 2026-27. Uno che, nell’idea presentata al Board di metà aprile, porterebbe alla crescita di investimenti e del valore complessivo dell’intera lega. Un progetto in cui la collaborazione di NBA sarebbe più che benvenuta.

la situazione

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L’idea di NBA e FIBA resta che la nuova lega a cui stanno lavorando cominci a giocare nell’autunno 2027, ma come ha ribadito un mese fa il Commissioner Adam Silver “la soluzione migliore per il bene del basket in Europa sarebbe se lavorassimo con Eurolega, se studiassimo un approccio sistematico per la crescita del basket nel continente”. È la stessa prospettiva per cui, da quando è stato scelto, sta spingendo Bueno, la stessa idea che il Board di Eurolega ha rafforzato nell’incontro di metà aprile da cui è uscito un “impegno a mantenere un dialogo aperto e costruttivo con l’NBA, con l’obiettivo di esplorare opportunità di partnership strategiche che possano elevare ulteriormente il basket europeo”.

I PROSSIMI PASSI

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Il dialogo continuerà anche prima dell'incontro del 29 maggio, ma quella sarà l'occasione per tornare a vedersi di persona e capire come questi progetti che per ora si sviluppano in modo parallelo possano diventare uno comune. NBA e FIBA hanno presentato il progetto di una lega con 12 franchigie permanenti più quattro qualificate annualmente sulla base del merito sportivo. Eurolega, forte della valutazione di 3,2 miliardi di euro per lega e i suoi club ricevuta a fine marzo, ha avviato il suo progetto di crescita. Ci sono similitudini che rendono l’idea di una collaborazione plausibile, ma anche differenze importanti di vedute da far convergere prima di poter davvero procedere con un progetto comune. Il dialogo resta comunque aperto: prima del 29 maggio le prospettive dovrebbero essere più chiare.

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