Il calciatore della Reggiana è stato condannato in primo grado per la violenza di gruppo avvenuta a Siena nel 2021 ai danni di una studentessa. A Firenze si attende la sentenza della Corte d'appello: Manolo ha rilasciato una breve dichiarazione. Fuori dall'aula del tribunale ci sono i genitori
È attesa in queste ore la sentenza da parte della Corte d’Appello di Firenze in merito al processo che riguarda il calciatore della Reggiana 25enne Manolo Portanova (in cui sono indagate altre tre persone fra cui lo zio e il fratello minore) per il presunto stupro di gruppo a una studentessa che sarebbe avvenuto in un piccolo appartamento vicino a Piazza del Campo, a Siena, nella notte fra il 30 e il 31 maggio del 2021, periodo in cui giocava con il Genoa. Il 2 marzo scorso il sostituto procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado a 6 anni di reclusione sia per il calciatore che per lo zio del ragazzo emessa dal Tribunale di Siena. L’udienza si sta svolgendo a porte chiuse: Portanova ha rilasciato una breve dichiarazione spontanea riguardo al suo stato d’animo e sulla sua vita a seguito di questa vicenda. Poi parola ai legali difensori che chiedono l’assoluzione. Ad attendere il verdetto fuori dall’aula ci sono il padre Daniele Portanova, ex calciatore, e la madre Antonia, convinti dell’innocenza del figlio. Presente in aula anche il legale dell’associazione "Donna chiama donna".









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