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I nerazzurri sono a fine ciclo, sognano l'accoppiata scudetto-Coppa Italia ma sanno che a fine anno si dovrà voltare pagina. Partendo da punti già ben solidi: un allenatore che sa dare continuità, un leader tecnico come Calhanoglu
Se solo cinque squadre fin qui hanno conquistato la doppietta Coppa Italia-scudetto (anche se alla Juventus l’impresa è riuscita in serie dal 2014 al 2018) si vede che non è la cosa più facile del mondo. Però non si offenderà il Como di Fabregas (che, anzi, nella parte dell’outsider ritrova lo spirito sbarazzino che lo ha portato in alto in questa stagione prima di cominciare a soffrire di vertigini), ma l’Inter di Chivu aveva sulla carta un’occasione ghiotta per portarsi sulla strada giusta. Si è smarrita a lungo, per colpa di un approccio inspiegabile, un primo tempo lento e presuntuoso (la malattia più grave che, a ondate, è tornata a colpire questo gruppo), giocatori arrivati chiaramente a fine corsa (Acerbi), ma alla fine, la strada, l’ha ritrovata.









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