Prima a Wimbledon, poco dopo a Miami a vedere Messi: Beckham è dappertutto

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L'ex Spice Boy è l'uomo ovunque dello sport mondiale: in poche ore è rimbalzato da un lato all'altro del mondo per seguire i due principali eventi del momento, Wimbledon e il Mondiale

dal nostro corrispondente  Daviide Chinellato

4 luglio - 18:07 - LONDRA (INGHILTERRA)

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L’agenda è piena di impegni. In tante città diverse, in tanti fusi orari diversi. Lunedì: Wimbledon con mamma Sandra, nel Royal Box. Venerdì: a Miami per Argentina-Capo Verde, sedicesimo di finale del Mondiale. Tutti vogliono essere David Beckham, ma la realtà è che non è facile essere come lui. Nell’ultimo mese, Sir David sembra essere diventato una sorta di uomo ovunque nello sport, dal Mondiale di cui è uno dei volti più in vista a Wimbledon, dove anche in mezzo a tutti i vip dell’All England Club la sua è sempre una delle visite più paparazzate.

TRADIZIONE - “Un altro giorno speciale con mia mamma a Wimbledon. Resta uno dei miei giorni preferiti dell’anno, grazie a Wimbledon per averlo reso così perfetto” ha scritto lui su Instagram, postando una carrellata di immagini che comincia con un suo selfie con mamma Sandra col Centrale come sfondo e si chiude con la foto della signora Beckham e Novak Djokovic. Per la leggenda del calcio inglese, Wimbledon è una tradizione che si ripete ogni anno, una passione del calciatore diventato baronetto che nel Royal Box, il palco dove si concentrano i vip in visita nel torneo più famoso del mondo, si è visto più volte anche nello stesso torneo, accompagnato da mamma Sandra ma anche dalla moglie Victoria e in passato dai figli. Wimbledon è una perfetta occasione di socialità, il Royal Box un insieme di etichetta e vip in cui farsi vedere e in cui intessere relazioni, personali e professionali. E per quello che è Beckham oggi, un imprenditore ma anche un brand vivente, è il posto perfetto in cui non mancare.

MONDIALE - Come al Mondiale, perché Beckham è un baronetto e un suddito di Sua Maestà, amico personale di Re Carlo, ma è negli Usa che ha costruito la sua fortuna. Miami, dove ha seguito l’Argentina rischiare contro Capo Verde, è casa sua. Quella in cui ha costruito una franchigia di cui ha preso i diritti per 25 milioni di dollari che ora ne vale 1,35 miliardi, di gran lunga il club più importante della MLS e il 24° al mondo secondo l’ultima classifica di Forbes. Sir David non ha bisogno di essere ovunque come il presidente FIFA Infantino per essere visibile: durante questo Mondiale sulla tv usa vanno in onda una serie di spot con protagonista il calciatore inglese più riconoscibile del XXI secolo, uno che per il pubblico Usa è iconico perché "trasmette un'immagine positiva e autoironia, come Shaquille O'Neal per il basket”. Prima dell’inizio del Mondiale, Beckham è stato omaggiato con una stella sulla Walk of Fame di Hollywood e si è presentato allo stadio per la prima partita degli Usa a Los Angeles, seduto accanto a Tom Cruise. Poi ha cominciato un tour misurato, con Inghilterra-Ghana e qualche apparizione con gli sponsor. Senza bisogno di essere ovunque, perché per quello ci sono già gli spot televisivi. Beckham ha un patrimonio personale stimato in 1,4 miliardi di dollari, costruito sulla sua immagine, quella che tutti possono vedere, ma anche sulla sua capacità imprenditoriale, circondato dalle persone giuste che gli hanno permesso di trasformare la popolarità che ha sempre avuto in investimenti azzeccati. Se Wimbledon è passione e tradizione, un giorno di quasi vacanza a casa comunque sotto la luce dei riflettori, il Mondiale è l’occasione perfetta per chi è Beckham oggi: un 51enne imprenditore, testimonial e proprietario del club di calcio più importante della MLS. Uno il cui brand, al Mondiale, viene solo dopo quelli di FIFA, Leo Messi e Cristiano Ronaldo.

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