Presidi medici: online un mercato parallelo che aggira regole e sicurezza

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Vendite tra privati

La Federazione delle associazioni incontinenti e stomizzati si è finta utente per un giorno scoprendo un quadro allarmante: appello per rimuovere gli annunci

di Ernesto Diffidenti

8 gennaio 2026

Basta un clic per scoprire un mercato parallelo di dispositivi medici sulle piattaforme web di e-commerce con potenziali rischi per la salute dei cittadini. Lo ha individuato la Federazione delle associazioni incontinenti e stomizzati (Fais) che si è finta utente per un giorno. E’ stato sufficiente digitare “sacche stomia” o “cateteri”, su portali di compravendita tra privati, per individuare un vero e proprio mercato parallelo della salute che spesso dribbla le rigide norme di settore.

La situazione scoperta navigando online

“A seguito di tante segnalazioni giunte alla nostra Federazione, documentate da screenshot inequivocabili - ha detto Pier Raffaele Spena, presidente Fais - ci siamo finti persone interessate all’acquisto di presidi per incontinenza e stomia per un parente. Le risposte ricevute dipingono un quadro allarmante che non possiamo più ignorare. Non stiamo parlando di vecchi libri o mobili usati, ma di dispositivi medici essenziali, spesso salvavita, venduti senza alcun controllo, senza garanzie igieniche e in totale spregio delle normative vigenti” .

L’indagine mostra utenti privati che mettono in vendita lotti massicci di materiale sanitario. Annunci in cui si offrono 500 o 600 pezzi di sacche per stomia perché “non servono più”, o scatole di creme, spray e barriere protettive “appena comprate” o in “esubero”. C’è chi rassicura sulla data di scadenza (2028 o 2029) e sulla conservazione “nell’armadio reparto medicinali”. Ma chi verifica queste affermazioni?

L’allarme dei pazienti

Lo scenario evidenzia diverse criticità. La prima è il rischio sanitario: i dispositivi medici richiedono condizioni di conservazione specifiche di temperatura, umidità, integrità della confezione. “Chi risponde - continua Spena - se un paziente, acquistando questi prodotti per risparmiare, subisce gravi irritazioni cutanee, distacchi improvvisi o infezioni dovute a cattiva conservazione? L’acquisto da privati azzera la tracciabilità e la sicurezza che solo farmacie e sanitarie autorizzate possono garantire”. La seconda criticità riguarda l’aspetto etico e il danno erariale: in Italia, la stragrande maggioranza di questi presidi viene erogata gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale a pazienti con patologie croniche. Vendere materiale ricevuto gratuitamente dallo Stato costituisce un illecito e un danno alla collettività. E poi la responsabilità delle piattaforme online che vietano la vendita di farmaci e, teoricamente, limitano quella di alcuni dispositivi medici, ma i filtri sembrano insufficienti.

L’appello della Fais per rimuovere gli annunci

“Come Federazione chiediamo alle piattaforme la rimozione di tutti gli annunci di vendita di presidi medico-chirurgici per stomia e incontinenza da parte di utenti privati non autorizzati alla vendita - conclude Spena - e l’implementazione di filtri preventivi rigidi. Alle autorità competenti di avviare controlli più severi, su questo commercio online sommerso e, infine, ai cittadini di non acquistare mai dispositivi medici da privati. Il risparmio non vale il rischio di gravi complicanze per la salute”.

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