Ecco lo scambio di accuse tra i due tecnici alla fine della sfida tra Paraguay-Francia vinta dai transalpini
Una polemica nella polemica. Paraguay-Francia non finisce mai e il clima irrespirabile dal campo si è trasferito anche alla sala stampa e alla mixed zone. L'ultimo capitolo evitabile di questa partita di calci, più che di calcio, è quello relativo a presunti insulti alla madre di Didier Deschamps, recentemente scomparsa, che sarebbero arrivati dalla panchina dei sudamericani. Un capitolo triste, sottolineiamo. La circostanza è stata comunque negata dal ct Alfaro.
le frasi di didier
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Partiamo dalle frasi di Deschamps in conferenza stampa. "Non criticherò l'arbitro per il suo operato - ha detto -, ma abbiamo finito la partita con tre cartellini gialli quando ho visto molte cose che non mi sono piaciute. Non criticherò neppure il Paraguay, perché ogni squadra gioca al meglio delle sue possibilità e imposta la partita che crede sia migliore per lei. Avrei potuto però fare a meno degli insulti. Soprattutto alcuni di loro... La cosa più importante è che alla fine non ci siano stati problemi e che ci siamo qualificati". A cosa si riferiva Deschamps non lo ha detto, ma da ambienti vicini ai Bleus filtrano presunte offese alla madre arrivate dalla panchina del Paraguay nel concitato finale. E proprio a proposito di queste, la stampa francese ha chiesto conto al ct Alfaro, arrivato tardissimo in conferenza stampa.
alfaro dice no
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Il ct dell'Albirroja, però, ha smentito seccamente quando gli è stata posta la domanda: "No, assolutamente no. No, no e ancora no. Non ci sono stati insulti alla mamma di Deschamps. Non si può cadere così in basso nel calcio. Pensavo che vi riferiste a parole dette tra i giocatori in campo. Ammiro molto Didier Deschamps e lo rispetto moltissimo: abbiamo parlato in spagnolo quando ci siamo trovati al sorteggio del Mondiale. Certo, ci sono stati degli scontri e delle tensioni soprattutto riguardo alle decisioni del Var (rigore per la Francia, ndr) perché loro chiedevano il penalty e noi dicevamo che non c'era, ma niente insulti di quel tipo. Onestamente non ho sentito nulla di simile e non penso che ci siano stati perché conosco il mio staff e noi non cadiamo in questo tipo di bassezze. Il calcio non è guerra. Se avessi sentito qualcosa del genere, mi sarei opposto. Non è inammissibile un insulto del genere in queste circostanze".











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