Il regolamento 2026 richiede che, sul rettilineo del traguardo, l’energia erogata dalla batteria cali gradualmente, ed è quello che è accaduto alla macchina di Kimi
Jacopo Moretti
5 luglio - 14:41 - MILANO
“Non sapevo nemmeno che lo facessero… questo la dice lunga”. A lanciare l’allarme è stato Oscar Piastri, convinto che sotto il cofano della sua MCL40 ci sia qualcosa di diverso rispetto al super motore che spinge le Mercedes di Antonelli e Russell. Una nuova trovata degli ingegneri di Brackley, insomma, che permetterebbe alla scuderia della Stella di sfruttare il potenziale della power unit in modo diverso rispetto ai team clienti come la McLaren. “Siamo rimasti stupiti”, si associa il Team Principal Andrea Stella, “è qualcosa che non possiamo fare anche noi”. Ma a cosa si riferiscono esattamente a Woking?
IL CONFRONTO CON FERRARI
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Per spiegarlo, occorre fare un passo indietro. Confrontando il giro che è valso la pole position a Kimi Antonelli nelle qualifiche di Silverstone con quello di Leclerc, secondo, si nota come il bolognese, all’uscita dall’ultima variante, fosse in vantaggio sulla Ferrari di soli 6 millesimi. Un nulla. Peccato che poi, a pochi metri dal traguardo… Antonelli lasci di colpo il pedale dell’acceleratore. Nessun favore alla Rossa, sia chiaro, piuttosto una precisa strategia studiata dalla Mercedes per sfruttare fino all’ultimo i cavalli elettrici della power unit. E pare proprio che funzioni, visto che, in poche centinaia di metri, Kimi ha guadagnato ben 11 km/h di vantaggio su Leclerc. Ma come è possibile?
LA TROVATA MERCEDES
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Il regolamento 2026 richiede che, sul rettilineo del traguardo, l’energia erogata dalla batteria cali gradualmente (50 Kw al secondo) così da evitare situazioni di pericolo legate alle brusche decelerazioni. Ed è esattamente quello che è successo sulla Ferrari di Leclerc, con la spinta elettrica che è progressivamente diminuita. Ma non sulla Mercedes di Antonelli, che ha sfruttato tutti i 350 Kw a disposizione fino a pochi metri prima della bandiera a scacchi. Solo a quel punto il bolognese ha alzato il piede, tagliando il traguardo in rilascio, ma forte dell’importante vantaggio di velocità accumulato in precedenza. Una trovata ingegnosa, certo, ma è regolare?
È LEGALE?
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Parrebbe proprio di sì. Come detto, quando un pilota sta premendo il pedale dell’acceleratore al 100%, la spinta elettrica deve scendere gradualmente. Peccato che questo non valga quando “la potenza richiesta dal pilota sia negativa”, ovvero proprio quando il pedale non viene premuto. Tradotto: finché il pilota è a tavoletta, la Federazione lo costringe a tagliare la potenza elettrica prima del traguardo. Ma se il pilota alza il piede volontariamente un attimo prima della linea, la regola decade. Ed è esattamente quello che ha fatto Antonelli, sfruttando tutti i 350 Kw fino a pochi metri dal traguardo. E il tempo guadagnato con la massima spinta elettrica è risultato decisamente maggiore rispetto a quello perso lasciando il gas. “Lo avevamo provato al simulatore, richiede una guida decisamente innaturale, ma ormai ci sto facendo l’abitudine”. La nuova Formula Uno è anche questo.










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