Da sinistra Tadej Pogacar, 27 anni; Mathieu Van der Poel, 31; Remco Evenepoel, 26; Wout Van Aert, 31
Domani per la prima volta in un Monumento saranno al via i quattro fuoriclasse da classiche di questa generazione: una sfida stellare lungo 16 Muri e 6 tratti di pavé. Dal 2022 a oggi, hanno vinto 17 dei 18 Monumenti. Evenepoel debutta nella corsa di casa: ecco perché tutti temono il fattore Remco, che corre con la Red Bull, il gruppo di Verstappen
Monumento non è forse sufficiente per definire il Giro delle Fiandre edizione 110. Stellare. Gigantesco. Da luccicarsi gli occhi. Perché Tadej Pogacar, Mathieu Van der Poel, Remco Evenepoel e Wout Van Aert insieme al via della stessa corsa vale (eccome) il prezzo del biglietto della Ronde, anche quello che supera i 500 euro della zona Vip sul Vecchio Qwaremont, champagne incluso. Mai insieme in una classica di un giorno, si sono sfidati uno contro l’altro soltanto in tre Mondiali dal 2021 al 2023, con la maglia delle rispettive nazionali. Domani è Pasqua, e di solito il Belgio porta nelle strade un decimo dei suoi abitanti, un milione di tifosi. Possiamo ipotizzare che saranno anche di più, perché entrano in gioco altri aspetti. Pogacar il fuoriclasse di tutto, Van der Poel che è olandese ma vive in Belgio, e poi Evenepoel e Van Aert, che in questa nazione hanno una rivalità tipo quella tra Moser e Saronni in Italia. Non esageriamo, no, perché nelle settimane di primavera in questa nazione il primo sport è il ciclismo, il calcio è scavalcato. E’ l'evento clou dell'anno, è semplicemente tutto ciò che le Fiandre hanno da offrire in un solo giorno, in ogni paese c'è anche un programma di festeggiamenti, da un barbecue a una festa di paese.
unicità
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Dalla Liegi-Bastogne-Liegi 2022 vinta da Evenepoel alla Milano-Sanremo 2026 di Pogacar, su 18 Monumenti, Pogi, VdP e Evenepoel ne hanno vinti 17: l’eccezione è la Sanremo 2024 di Jasper Philipsen, pure lui al via del Fiandre. Dalla piazza del Mercato di Anversa, con quarantamila persone davanti alla Cattedrale di Nostra Signora e le campane che suonano quando i corridori sfilano su un tappeto giallo, all'arrivo di Oudenaarde, 278 chilometri con 16 Muri e sei tratti in pavé per la Ronde Van Vlaanderen, l’essenza del ciclismo. Negli ultimi 75 km il circuito della morte, con il doppio passaggio sul Vecchio Quaremont ( 2200 metri, punte dell’11,6%) e sul Paterberg (360 metri, max 20,5%), inframezzati dal Koppenberg, la collina delle teste, dove persino Merckx fu obbligato a mettere piede a terra sotto le sue pendenze al 22%. Dal Paterberg mancheranno 13 km all’arrivo di Oudenaarde, vicino al Museo delle Fiandre il cui custode è Freddy Maertens, una delle leggende fiamminghe.
fattore red bull
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La grande novità, oggi, è una sola: Remco Evenepoel. Il fattore R può sconquassare il Fiandre, perché la mentalità, la capacità analitica e il comportamento in corsa del fiammingo sono unici. Da questa stagione, il due volte olimpionico e quattro volte iridato corre per la Red Bull-Bora Hansgrohe, cioè un gruppo che in F.1 ha Max Verstappen e nel ciclismo sta portando non solo il peso economico (budget da più di 50 milioni di euro all’anno) quanto la ricerca tecnologica più avanzata, la cura dei dettagli più minuti, l’applicazione scientifica alla bicicletta, l’uso ripetuto dei test in galleria del vento, la scelta dei materiali più avveniristici. Evenepoel gioca in casa, non ha mai corso il Fiandre, ha sempre negato (lui e la squadra) di volerlo correre, eppure è da dicembre che lo stanno preparando. Remco si è allenato il 27 dicembre sul percorso, è andato su e giù dai Muri con 4 gradi di temperatura, ha cercato di migliorare la sua guida sul pavé, sulle pietre, sulle stradine. “Sono sul Koppenberg, sto facendo una ricognizione segreta. Sono vestito di nero perché non posso ancora indossare la nuova maglia della Red Bull. Voglio essere preparato al 100%, correrò il mio primo Fiandre. Sono entusiasta”. Così Remco spiegava in un video registrato il 27 dicembre 2025 e postato sul suo canale Youtube giovedì. Lui corre solo per vincere. Sempre. Ecco perché quel fattore “R” sul Fiandre preoccupa, e non poco.
obiettivi
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Tadej Pogacar ha vinto il Fiandre nel 2023 e 2025, è arrivato a 11 Monumenti (raggiunto De Vlaeminck, nessuno come lo sloveno tra i corridori in attività): Merckx guida con 19. Tadej ha conquistato la Sanremo due settimane fa in volata su Pidcock, arriva al Fiandre con un morale e un’autostima immensa, visto che la Sanremo per lui, considerato il percorso, era l’ostacolo più alto dei Monumenti. Per entrare nel club di chi li ha vinti tutti e 5, gli manca solo la Roubaix (domenica 12 aprile), ma intanto la Ronde vale la laurea magistrale nel ciclismo anche per chi ha conquistato 1 Giro, 4 Tour e 2 Mondiali. Per continuare, soprattutto, quel progetto di vincere i 5 Monumenti in un solo anno che non è mai riuscito a nessuno nella storia del ciclismo, nemmeno a Merckx.
strategia
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Dal possibile tris di Pogacar al poker di vittorie che sogna Mathieu Van der Poel, imbattibile nei Monumenti del Nord: tre Giri delle Fiandre e tre Parigi-Roubaix. Dalla prima edizione del 1913, a 4 trionfi nella Ronde non è mai arrivato nessuno. Su queste strade, sulle pietre infide delle Fiandre, nessuno guida come Mathieu, la sua strategia è sopraffina, ma forse con questo Pogacar potrebbe non bastare. E Wout Van Aert? Il fiammingo di Herentals, reduce da infortuni pesanti negli ultimi due anni, si presenta nella corsa di casa con il terzo posto alla Sanremo e il secondo all’Attraverso le Fiandre, dove Ganna l’ha superato negli ultimi 50 metri. Il morale è alto, perché sa di potersela giocare. Lui e Remco, quando sono in Nazionale, si guardano appena, ma comunque per la maglia del Belgio si sono sempre rispettati, e abbracciati, come all’arrivo del Mondiale 2022 vinto da Evenepoel. Oggi potrebbero ritrovarsi alleati contro quei due, perché entrambi sanno che nel testa a testa con Pogacar e VdP fanno fatica. Però… Però succede che anche i big si temono. Evenepoel è il miglior cronoman del mondo (un titolo olimpico e tre mondiali), sul passo è fenomenale, e Van Aert su questo tracciato non è da meno. Un attacco insieme, un’imboscata da lontano, magari non sul pavé ma sull’asfalto… chissà. In ogni caso è questo il fattore R che Pogacar teme di più, “perché ci sono mille modi in cui Evenepoel può attaccare, può farlo nei punti più impensati, anche in pianura, e se ha vantaggio è molto difficile andarlo a prendere”. E ricordatelo: Remco, quando si mette il numero sulla schiena, non parte mai per perdere.










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