Irlanda decimata, Galles martoriato, l’Italia perde anche Todaro. L'ex capitano azzurro, oggi alla guida della Georgia: "Negli allenamenti il contatto serio ridotto a pochi minuti, i club allenano, in Nazionale solo organizzazione e strategia"
Roberto Parretta
6 febbraio - 22:00 - ROMA
Andy Farrell l’ha definita una lista "più ampia del normale". E si riferiva solo alla sua Irlanda. Se invece si prende per intero la lista dei giocatori che salteranno per infortunio tutto o parte del Sei Nazioni 2026, il numero è impressionante. Verrebbe da dire anche sconcertante. Quaranta, a tenersi stretti. Numero quanto meno democratico perché colpisce in maniera praticamente uniforme tutte le sei nazionali. Ma da cosa dipende? Lo abbiamo chiesto a Marco Bortolami, al lavoro a Tbilisi in vista del via del Rugby Europe Championship: all’ex capitano azzurro è stata infatti affidata la guida della Georgia (esordio domenica in Svizzera) e dei Black Lion, ruolo che occuperà fino a giugno, quando arriverà il francese Pierre-Henri Broncan, di cui poi sarà il primo assistente. “Generalizzare in questi casi è sempre rischioso - dice Bortolami - ma non è un problema del gioco. Anche Marc Marquez che è un campione se cade si fa male e si infortuna".
todaro
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Bortolami individua tre principali fattori dietro all’alto numero di infortuni. “Tra i fattori di rischio infortuni c’è senz’altro la giovane età. Ragazzi che si affacciano all’alto livello e devono costruire una robustezza e anche una capacità di sostenere, adattarsi agli impegni sia a livello fisico che a livello mentale. Prendiamo il caso del nostro Todaro, che stava facendo una grandissima stagione. E’ soprattutto il carico mentale che ti può far perdere quel tempo di reazione, una frazione di secondo che può avere un’incidenza poi sull’infortunio vero e proprio. Poi ci sono i casi relativi a giocatori più grandi, usurati, sottoposti da tempo a volumi e grossi carichi di lavoro. E infine l’intensità del gioco che anno dopo anno continua ad aumentare: è fuori di dubbio, ma è anche una componente intrinseca del gioco a cui è difficile sottrarsi, bisogna accettare il rischio”. Come detto da Bortolami, anche l’Italia paga il suo dazio di infortuni gravi: nel corso del raduno di Verona, Todaro, giovanissima ala rivelazione dei Northampton Saints, ha riportato la lesione del legamento croaciato anteriore del ginocchio destro. E il suo Torneo è così finito prima di iniziare. Assenza che si va ad aggiungere alle due pesantissime in terza linea di Ross Vintcent e Sebastian Negri. Come specificato dal c.t. Gonzalo Quesada, potranno essere convocati nel corso del Torneo l’apertura Tommy Allan, l’estremo Ange Capuozzo e il tallonatore Gianmarco Lucchesi. Il primo avversario degli azzurri, la Scozia, ha iniziato a preparare il Torneo senza Kyle Steyn, Adam Hastings, Max Williamson, Andy Onyeama-Christie e Ben Muncaster. Hanno alzato poi nei giorni scorsi bandiera bianca anche il flanker Liam McConnell (costola) e la terza linea Josh Bayliss (inguine).
l'infarto
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Se è vero che dopo un anno la Francia, campione in carica, ritrova il suo capitano e simbolo Antoine Dupont, con il c.t. Fabien Galthie che ha iniziato anche un processo di ringiovanimento della rosa, la notizia più sconvolgente di questa vigilia del Sei Nazioni ha riguardato l’attacco di cuore che ha colpito nei giorni scorsi e messo fine alla carriera del pilone Uini Atonio di La Rochelle. Sarà indisponibile anche il flanker Paul Boudehent di La Rochelle, mentre è fermo da inizio 2026 il mediano di apertura Romain Ntamack del Tolosa: era uscito per un colpo alla schiena nel match del 28 dicembre contro La Rochelle, ma esami successivi hanno evidenziato un problema a un rene. Salterà di certo la prima giornata. Almeno nelle prime giornate non ci sarà nemmeno il mediano di mischia di scorta Maxime Lucu per una distorsione al ginocchio. L’esclusione dalla lista dei convocati della seconda linea Tibhaud Flament potrebbe essere invece solo momentanea, visto che il giocatore è impegnato a seguire il percorso di procreazione assistita della moglie.
martoriati
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Decisamente martoriate possono dirsi Inghilterra e Irlanda. Per la squadra del c.t. Steve Borthwick c’era una lista originaria di 7 giocatori che nel corso del camp tenuto a Girona hanno seguito percorsi di recupero differenziati e personalizzati: tra questi, solo Ollie Lawrence, Finlay Smith e Tom Roebuck sembrano recuperabili, visto che poi Ben Curry è stato rispedito a disposizione degli Sharks. Non gioca da dicembre e non è previsto un ritorno imminente per Fin Baxter: il 23enne pilone sarà operato al piede. Improbabile che tornino in tempo i piloni Asher Opoku-Fordjor e Will Stuart. Nell’Irlanda di Andy Farrell sono fuori uso i piloni Andrew Porter e Paddy McCarthy, il centro Robbie Henshaw, le ali Mack Hansen, Shane Bolton e Calvin Nash, l’estremo Jordan Larmour, la seconda linea Ryan Baird, l’estremo Jimmy O’Brien. Preoccupazione per gli infortuni nel penultimo turno di URC del pilone Jack Boyle e della terza linea Tom Ahern. Una frattura del pollice in allenamento costringerà l’estremo Hugo Keenan a saltare la prima giornata. Ben diverso il motivo dell’assenza di Bundee Aki: il centro salterà la prima parte del Torneo e le sfide con Francia, Italia e Inghilterra per le 6 settimane di squalifica (4+2 con la condizionale) comminategli per gli insulti rivolti al’arbitro Eoghan Cross alla fine del match perso dal suo Connacht contro Leinster a Galway. Costante ormai la cattiva stella che accompagna da un paio d’anni il Galles. Il neo c.t. Steve Tandy dovrà fare a meno del capitano e terza linea Jac Morgan, infortunato alla spalla nel test con l’Argentina dello scorso novembre. Assenti con lui il numero 8 Taulupe Faletau, l’apertura Callum Sheedy, il centro Nick Tompkins, l’ala Rio Dyer e il flanker Tommy Reffell. L’ennesimo infortunio al piede taglierà fuori anche Christ Tshiunza, 24ene terza linea di Exeter, per altro assente dai campi di gioco dalla prima giornata di Premiership. Tshiunza (15 caps) non gioca un match in nazionale dalle Autumn Nations Series del 2024. L’ultima di campionato è costata cara al pilone Keiron Assiratti, vittima di un infortunio al polpaccio ed escluso dalla lista dei convocati per le prime giornate.
allenatori
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Da allenatore di club e poi ora alla guida di una nazionale, Bortolami spiega come cambia e come è cambiato l’approccio agli allenamenti, proprio in considerazione della problematica relativa agli impatti e agli infortuni: “Gli allenamenti rispetto al passato sono molto più leggeri, si cerca di tutelare i giocatori soprattutto per quanto riguarda le collisioni. Ci possono essere piccole finestre di 4-5 minuti, ma non si fa più, proprio perché si cerca di salvaguardare la freschezza dei giocatori. E’ una questione di equilibrio, perché poi c’è sempre una partita da preparare. L’intensità della corsa e la tecnica del contatto vengono lavorate ancora, ma lo scontro vero, crudo in allenamento durante la settimana non c'è mai. La partitella ad alto livello in settimana non c'è mai, c'è sempre un gioco controllato. Questo potrebbe anche però far pensare che poi il giocatore è meno abituato e certe volte in partita viene sorpreso da degli impatti a cui magari dovrebbe adattarsi un po’”. Da club a Nazionale, però, specifica Bortolami, l’approccio è completamente diverso: “Al club il giocatore lo devi preparare e lo puoi allenare, migliorare nel fitness e nelle skills, mentre in nazionale prepari una squadra e organizzi i giocatori, ma di fatto tu non alleni l’atleta. Lo prepari ad affrontare la partita da un punto di vista organizzativo e strategico, ma vivi sul lavoro che è stato fatto nei club. Durante la settimana internazionale si lavora sull'organizzazione della squadra, di gioco e non sugli aspetti fisici”.










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