Importazioni totali in linea con quelle del 2024 (-0,78%). Aumentano gli scambi con la Libia e con l'Africa in generale, si riducono quelli con la zona mediorientale e con gli ex Paesi dell'Urss
Marco Bruckner
4 marzo - 16:07 - MILANO
La Libia è stato il Paese da cui l'Italia ha importato più petrolio nel 2025. Sono 13.608.000 le tonnellate di greggio arrivate da Tripoli in totale nello scorso anno, cifra pari al 24,2% delle importazioni totali e in crescita del 14,2% rispetto al 2024. In generale, è l'Africa a confermarsi l'area più importante per quanto riguarda l'approviggionamento di "oro nero" da parte del nostro Paese: da qui sono infatti state acquistate 23.462.000 tonnellate di petrolio, pari al 41,7% degli ordini totali (+11,9% sul 2024). Tutti i dati riportati in questo articolo sono stati elaborati da Unem (Unione energie per la mobilità).
paesi ex urss, america e medio oriente
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La seconda area da cui Roma importa più petrolio è quella dei Paesi ex Urss (Azerbaijan e Kazakhstan nello specifico): da qui sono arrivate 16.812.000 tonnellate di greggio, cifra pari al 29,9% del totale. Gli ordini totali sono però diminuiti del 4,5% rispetto lo scorso anno. Al terzo posto per esportazioni di greggio verso l'Italia c'è il continente americano: da qui sono stati spedite 7.621.000 tonnellate di petrolio, ovvero il 13,5% del totale. Da sottolineare, in questo caso, la crescita degli ordini, pari al 13,2% e trainata dal grande aumento di scambi con il Brasile (+122,1% per un totale di 1.340.000 tonnellate) e da quello più contenuto con gli Stati Uniti (+3,2% per un totale di 5.043.000 tonnellate). Dal Venezuela, Paese colpito con un blitz militare dagli Usa il 3 gennaio 2026, sono arrivate invece 152 tonnellate (-54,1% rispetto al '24): da sottolineare che Roma ha ordinato greggio da Caracas solamente nei mesi di aprile e maggio. In grande calo, invece, gli ordini dal Medio Oriente: da quest'area nel 2025 sono arrivate 6.854.000 tonnellate di petrolio (12,2% del totale) con una variazione negativa del 27,1%. A generare questo calo di ordini è stata la complicata situazione geopolitica dell'area, ulteriormente peggiorata a partire dal 28 febbraio 2026, quando gli Stati Uniti e Israele hanno sferrato un nuovo attacco militare nei confronti dell'Iran (i due Paesi avevano già colpito la Repubblica islamica a giugno 2025), il che ha portato Teheran a chiudere lo stretto di Hormuz. Non ci sarebbe da sorprendersi, dunque, se gli ordini calassero ulteriormente nei primi mesi del 2026.
europa e dati generali
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L'area da cui l'Italia importa meno greggio è invece l'Europa. Dal Vecchio Continente nel 2025 sono arrivate "solo" 1.512.000 tonnellate di petrolio, cifra pari 2,7% del totale e in calo del 23,7% rispetto al 2024. Sostanziale stabilità, invece, per quanto riguarda gli ordini totali effettuati nell'anno solare: Roma ha importato un totale di 56.260.000 tonnellate di petrolio nel 2025, con un calo inferiore all'1% (-0,78%) rispetto al 2024.










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