Petroliere, quanto costa costruirle e gestirle

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Realizzarle costa molto meno delle grandi navi da crociera (comunque l'equivalente di migliaia di Panda Pandina) ma è la gestione, influenzata da vari fattori, a renderle comunque impegnative. Tanto che sta crescendo il mercato dell'usato. Vediamo perché 

Maurizio Bertera

9 marzo - 19:19 - MILANO

Uno dei temi più dibattuti su tutti i media internazionali è il valore della flotta bloccata nello Stretto di Hormuz, a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran. Calcoli non facili, ma gli analisti sono abbastanza d'accordo e si rifanno alla stima della Lloyd's Market Association, l'organismo che rappresenta gli assicuratori all'interno del mercato dei Lloyd's di Londra che da secoli sono i numeri uno al mondo. Secondo Lma, sulle oltre 1.000 navi che navigano tra il Golfo Persico e quello dell'Oman - la metà delle quali trasportano petrolio e gas - ci sarebbe un valore superiore ai 25 miliardi di dollari. Va detto che la situazione sta lentamente migliorando, la piattaforma che monitora costantemente la zona parla di due passaggi nelle ultime 24 ore (contro le 60 che transitano normalmente) e di 157 navi - di cui 98 petroliere - con le macchine spente nello Stretto. Detto questo, c'è un valore anche per le navi stesse che resta lontano dal costo di una delle ammiraglie da crociera. Per fare un esempio, i due gioielli della compagnia Costa da 185 mila tonnellate - Costa Smeralda e Costa Toscana - hanno richiesto circa un miliardo di euro l'una. Più o meno come la Msc World Europa, definita come la prima 'città verticale sostenibile' sul mare. Ma un conto è realizzare 'qualcosa' con 22 ponti che deve ospitare quasi 7000 ospiti, un altro è costruire un 'gigante' che serve unicamente a trasportare greggio, con un equipaggio massimo di 30 persone. Ecco perché una petroliera Vlcc (Very Large Crude Carriers, con portata superiore a 300 mila tonnellate) viene a costare al massimo 120 milioni di euro. Diciamo per fare un paragone automobilistico che con la stessa cifra si possono acquistare circa 7.500 Fiat Panda Pandina mentre se un italiano avesse intenzione di farsene costruire una da un cantiere (cinese o coreano, naturalmente) dovrebbe investire circa 4mila mesi di retribuzione lorda calcolata dall'Ocse per il 2025. Il (piccolo) problema è che persona in questione dovrebbe essere immortale, visto che i mesi indicati corrispondono a 333 anni e rotti.

IL PESO DEL CARBURANTE

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Tornando seri, i costi di costruzione di una petroliera dipendono da tre elementi fondamentali: le dimensioni (se quelle top, come detto, richiedono 120 milioni di euro, per le piccole Aframax bastano 60), l'utilizzo di tecnologie sofisticate e il tasso di sicurezza che sono uguali per tutte le navi. Sono variabili anche le spese di gestione della nave, con il carburante che rappresenta circa il 40% dei costi operativi totali, a prezzi che possono superare i 500 dollari per tonnellata. Poi ci sono i salari dell'equipaggio, manutenzione, riparazioni, assicurazioni (che ovviamente sono arrivate a cifre insensate nelle ultime settimane), lubrificanti e spese amministrative. Per una Vlcc, in condizioni normali, si stima un costo di mantenimento in pareggio di circa 25 mila dollari al giorno. Evidente che la situazione attuale abbia cambiato le carte in tavola: da un lato le tariffe di noleggio (le Spot Rates) hanno registrato aumenti eccezionali, superando i 400 mila dollari al giorno, dall'altro non c'è vantaggio per la compagnia armatrice considerando il già citato aumento delle assicurazioni, il rischio bellico e l'incertezza sugli scenari futuri. Tanto che alcuni colossi come la danese Maersk e la cinese Cosco hanno rallentato sensibilmente l'attività.  Comunque, nonostante le mille problematiche, le petroliere sono sempre più richieste. Prova ne sia che il mercato dell'usato, negli ultimi cinque anni, navi anche con cinque anni sono passate da 30 a 45 milioni di euro. Anche qui, decidete voi, se comprarne una o puntare su una Ferrari d'epoca: non certo una 250 Gto perché il budget sarebbe lontano ma una 250 GT, come quella del Marchese de Portago che nello scorso gennaio è stata venduta - in un'asta parigina - a circa 13 milioni di euro.

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