Il presidente del Real offre uno show imbarazzante, fra attacchi a rivali, giornalisti ed espressioni misogine
Il re è nudo. La metafora usata tanto da El Mundo come da El Periódico, quotidiani politici di Madrid e Barcellona, è la fotografia migliore per descrive la surreale conferenza stampa di Florentino Perez di ieri pomeriggio. Inquadramento storico: il presidente del Real Madrid non dava una conferenza stampa dal 2015, l’appuntamento è stato lanciato dopo le 16 per le 18. Fretta e furia.
SPAGNA IN CHOC
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E poi lo show. Sessantaquattro minuti con Florentino da solo sul palco, una sedia, un microfono, una bottiglietta d’acqua, migliaia di parole, non tutte con senso compiuto. Gli stessi concetti ripetuti decine di volte, il rifiuto di affrontare questioni sportive, il nuovo allenatore, la crisi di risultati, il caso Mbappé, e un’immagine che ha lasciato la Spagna in stato di choc. A Barcellona se la ridono, ovviamente. Gongolano per la pessima figura fatta dal presidente della Casa Blanca. A Madrid, sponda blanca della capitale, sono disperati: perché non è stato un bel vedere. E c’è preoccupazione anche tra i neutrali, visto che Florentino Perez è uno dei tre imprenditori più importanti di Spagna: come ha ricordato ieri più e più volte la sua impresa di costruzione, Acs, ha 170.000 impiegati e fattura 50 miliardi all’anno, con un capitale di 40 miliardi. Il discorso del re Florentino ha lasciato decine di spunti, questi gli highlights.
ESPRESSIONI INOPPORTUNE
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Le donne: “Questo articolo di opinione su di me apparso oggi su Abc è stato scritto da una donna che non so quanto sappia di calcio”. E poi: “Facciamo fare una domanda a questa niña (una professionista di quasi 50 anni) che voi maschi siete tutti brutti”. Il rivale: “C’è questo tipo con accento sudamericano, ah, no, messicano, che sta cercando di prendere in mano il club”. Espressioni inopportune che hanno riempito di brividi le schiene della Spagna educata.
IL RIVALE
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Il riferimento è a Enrique Riquelme, imprenditore di Alicante di 37 anni che pare abbia i mezzi per presentarsi alle elezioni. Che ricordiamo non si celebrano dal 2006 perché da allora Florentino Perez ha sempre vinto senza avere un avversario. L’ultima volta nel gennaio del 2025. Il suo settimo mandato, che scade nel 2029 però ieri improvvisamente il presidente ha indetto nuove elezioni per non dare tempo agli avversari di organizzarsi. Ricordiamo che per candidarsi servono 20 anni di anzianità come socio, e fin qui ok, ma anche una fideiussione del patrimonio personale, non un prestito bancario, che copra il 15% del fatturato del club: al momento parliamo di oltre 185 milioni di euro. Florentino sa bene che sono requisiti alla portata di un pugno di persone in Spagna.
ATTACCO AL BARÇA
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Perez ha attaccato frontalmente il Barça del suo ex socio superleghista Joan Laporta per il Caso Negreira: “Il più grande caso di corruzione nella storia del calcio. Abbiamo pronto un dossier di 500 pagine che manderemo alla Uefa perché possa intervenire, e restiamo in attesa del verdetto del processo penale. Da quando sono arrivato nel 2000 abbiamo vinto 7 Champions e solo 7 Liga, perché altre 7 Liga ce le hanno rubate. Non possiamo permettere che continuino ad essere in attività arbitri pagati dal Barcellona. Quest’anno gli arbitri ci hanno tolto 18 punti, chi guarda Real Madrid TV lo sa”. Il Barcellona ha annunciato che sta valutando azioni legali.
ATTACCO ALLA STAMPA
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Perez se l’è presa con quelli che ha definito “Gli intellettuali del Regime”, la “Stampa del Maggio 68”, i “Segurola’s Boys” dal nome del celebre giornalista ex Pais e Marca. Ha fatto nomi e cognomi di vari giornalisti ‘cattivi’, si è indignato perché la stampa non celebra a dovere il club più ricco, potente, considerato, popolare del mondo, ha detto che disdice l’abbonamento ad Abc, storico quotidiano della destra anziana del Paese, diciamo l’equivalente del Tempo romano: “Abbonamento che mi aveva fatto mio padre, ma per onorare la sua memoria e non svegliarmi di malumore tutte le mattine ho deciso di disdirlo”. Abc è del Gruppo Vocento che per due anni ha pubblicato il quotidiano sportivo digitale Relevo: “Un organo antimadridista pagato dalla Liga, altro nostro grande nemico. Il gruppo Vocento perde 100 milioni all’anno e ne ha persi 25 solo per Relevo, che per fortuna è fallito e sono tutti a spasso”.
MALATTIA E SPARI
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Il tutto tra attacchi di furia, paternalismo, ironia, carezze e pugni. Confusione verbale, ripetizioni senili, confusione nel cercare su foglietti di carta che sembravano indomabili e in un telefono che si era trasformato in una cassaforte le cose da dire e ripetere. “Dicono che sono stanco, ma sto benissimo. Sarò stanco perché mi ammazzo di lavoro, con la mia impresa da 170.000 impiegati, il fatturato da 50 miliardi e i continui viaggi”. E ancora: “Mi ha chiamato un amico per consigliarmi un medico cinese specializzato nel trattamento dei malati terminali di cancro. Non l’ho maledetto perché gli voglio bene, ma a questo siamo arrivati. Sfido chiunque a trovare un oncologo che dica che mi ha trattato. Sto benissimo, e per farmi andare via dovranno spararmi”.
L’IMMAGINE
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Il responsabile dell’ufficio stampa del Madrid era disperato: voleva chiudere la conferenza dopo 5 domande, ma Florentino non se ne voleva andare. “Mi diverto da morire qui”, e giù a ripetere le stesse cose. Un’immagine surreale, assurda, fuori luogo, inappropriata, sopra le righe. Nulla a che vedere con i valori del madridismo che tanto stanno a cuore al presidente della Casa Blanca. La Spagna ha riso, si è vergognata per lui, ha gioito nel vederlo in quello stato, si è prostrata di fronte alla difficoltà del ‘Lider Maximo’. No, uno spettacolo di questo tipo non se l’aspettava nessuno.










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