"Penosi", "Zimbello d'Europa": dopo Trubin, anche la stampa francese infila il Marsiglia di De Zerbi

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La Provence, quotidiano di Marsiglia, parla di una squadra "ridicolizzata e calpestata". Il voto più alto è il 5 di Greenwood. Benatia, il ds: "Non è colpa dell'allenatore se un avversario salta e 4 dei nostri lo guardano

Alessandro Grandesso

29 gennaio 2026 (modifica alle 11:53) - MILANO

Duro è il risveglio, anche sui titoli e i commenti dei giornali, per il Marsiglia di Roberto De Zerbi, rientrato negli spogliatoi ieri sera con l'idea di fare i play off, nonostante il tonfo a Bruges, e poi eliminato al 98' di Benfica-Real Madrid, dal gol del 4-2 del portiere di Mourinho, Trubin. E così quella che poteva essere una qualificazione a portata si è trasformata in disfatta. Dal quotidiano La Provence all'Equipe, ai media online, le stroncature sono inevitabili: “Ridicoli” titola in prima pagina il giornale marsigliese, dando il tono della gogna che accompagnerà nelle prossime ore la banda di De Zerbi che già ieri sera evocava un sentimento di “vergogna”, puntando il dito, come il d.s. Benatia, pure contro certi giocatori.

zimbello

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L'incipit del pezzo di cronaca de La Provence è un rullo compressore. Nelle prime cinque righe, sotto il titolo interno che dà del “penosi” a tutti, compare quanto segue: “Mazzata monumentale”; “scenario catastrofico”; “vero incubo”. Ma per l'inviato, la squadra di De Zerbi non può che fare i conti con se stessa, “ridicolizzata”, “calpestata” nonostante “il 94% di possibilità di qualificarsi per gli spareggi”, e i “48' trascorsi ai play-off, di cui 7' pure da 23/mi”. Diventando così “lo zimbello” d'Europa. Le pagelle sono tutte all'altezza del commento. Il voto più alto è il 5 di Greenwood.

"vergogna"

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Per De Zerbi c'è un tre, che diventa 4 sulla scala di giudizio italiana. Ma già ieri sera il tecnico italiano con i tratti tirati aveva ammesso il sentimento di “vergogna”, per una eliminazione “orribile, difficile da accettare”. L'italiano fa mea culpa, assumendosi le sue responsabilità, “ma tutti dobbiamo farci un esame di coscienza”, ha aggiunto il tecnico. Più diretto il d.s. Benatia: “Troppo facile dire che è colpa dell'allenatore. Magari si cambia più facilmente un tecnico che venti giocatori, ma bisogna essere onesti: quando c'è un avversario in area e quattro dei nostri lo stanno a guardare, non è colpa dell'allenatore. Anch'io mi assumo la mia parte di responsabilità, ma qui c'è chi deve guardarsi allo specchio. Quando in una partita come questa, storica come una finale, vedo che c'è chi cammina in campo, allora qualcosa non va. Si può perdere, ma non senza battersi. Alcuni hanno dato tutto, altri no e questi ultimi devono capire cosa sia il Marsiglia”.

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