Dai 50 cc della patente AM alle moto senza limiti della patente A "pura": le categorie, i requisiti di età e i vincoli su potenza e cilindrata previsti dal Codice della Strada
Nell’immaginario collettivo la patente A è quella che occorre per mettersi in sella, per guidare scooter e moto. In realtà non è una categoria unica: l’articolo 116 del Codice della strada la suddivide in più livelli, ciascuno con limiti precisi su età, potenza e veicoli guidabili. Prima di tutto è bene ricordare che le patenti di categoria superiore includono automaticamente le patenti di categoria inferiore. Così, ad esempio, chi possiede la patente A può guidare un "cinquantino" per il quale è necessaria la AM.
PATENTE AM
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È la categoria “di accesso”, non solo alle patenti A ma all’intero sistema patenti. Non esiste altro documento di abilitazione alla guida che si possa conseguire a 14 anni, come, appunto, la patente Am. È la licenza delle prime libertà da adolescente, il cosiddetto “patentino” che consente di muoversi in autonomia in ambito urbano. Permette di guidare i ciclomotori fino a 50 cc di cilindrata che possono raggiungere una velocità massima di 45 km/h, e anche i quadricicli leggeri (categoria L6e, come ad esempio la Citroën Ami).
PATENTE A1
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È quella che si può ottenere a partire dai 16 anni. Rispetto alla Am, la patente A1 consente di ampliare in modo significativo il raggio di utilizzo. L’articolo 116 del Codice della strada definisce i confini della guida con la patente A1:
- Moto e scooter fino a 125 cc di cilindrata
- Con potenza massima di 11 kW (15 Cv) e rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg.
Si possono guidare anche i tricicli a motore fino a 15 kW (20 Cv).
PATENTE A2
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È la patente A di livello intermedio. Con la patente A2 le potenze in gioco salgono in modo sostanziale ed è quella che consente di guidare le prime moto “vere”. La A2, insomma, consente di accedere a moto più prestazionali, perciò la si può ottenere a partire dai 18 anni. Consente di guidare:
- Moto e scooter senza limiti di cilindrata ma con potenza massima di 35 kW (47 Cv)
- Rapporto potenza/peso non maggiore di 0,2 kW/kg.
Inoltre - ed è un aspetto fondamentale - la moto non deve derivare da una versione con potenza superiore al doppio. In pratica, il modello da cui deriva in origine può avere al massimo 70 kW (95 Cv).
PATENTE A
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È “la” patente moto per antonomasia, quella che permette di mettersi in sella a qualsiasi veicolo su due ruote, senza limiti di cilindrata o potenza. La patente A si può ottenere a partire da 24 anni, ma bastano 20 anni se si possiede la patente A2 da almeno 2 anni. Chi consegue la patente A2 a 18 anni, quindi, può accedere alla A senza limiti già a 20, con quattro anni di anticipo rispetto all’accesso diretto. Per riassumere, anche se è intuitivo, con la patente A si possono guidare:
- Tutte le moto e tutti gli scooter, senza alcun limite in termini di potenza o cilindrata
- I tricicli da oltre 15 kW (21 Cv), ma solo dopo aver compiuto 21 anni.
Per convertire una patente A2 in una patente A (senza limiti) non è necessario rifare l’esame di teoria, è sufficiente sostenere la sola prova pratica. La A in nessun caso abilita alla guida delle automobili, per le quali è necessaria la patente B. Con la sola patente B invece si possono guidare motocicli fino a 125 cc e con potenza non superiore agli 11 kW (15 Cv).










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