Pasta Berruto, storico pastificio
piemontese specializzato nella produzione di pasta secca di
semola di grano duro, continua a crescere. Nel 2025 il fatturato
ha raggiunto i 70 milioni di euro e il volume di vendita ha
superato le 66 mila tonnellate, il 7% in più del 2024. Un
andamento che si riflette anche sull'occupazione, con un
incremento superiore al 10%, che ha portato a 86 il totale dei
dipendenti. L'azienda, che affonda le proprie radici tra fine
Ottocento e Novecento e ha sede a Carmagnola, in provincia di
Torino, ha comunicato i risultati alla vigilia della Fiera
Primaverile (7-8 marzo) di cui è sostenitrice.
Dal 2024 ha come socio di maggioranza il Fondo Italiano
Agri&Food, ma la famiglia Berruto, che ha sempre guidato
l'azienda, è rimasta al suo fianco e mantiene ruoli operativi.
L'anno scorso è stato avviato un piano investimenti di oltre 20
milioni di euro per opere edilizie e infrastrutture
tecnologiche. E' stata completata la costruzione del nuovo
magazzino con 8 mila posti pallet che si affianca a quello
esistente da 10 mila posti, portando la capacità totale a 18
mila posti pallet. La nuova struttura amplia la superficie
coperta dell'azienda che ha una dimensione di 22 mila metri
quadri. Il piano di investimenti ha favorito lo sviluppo
produttivo, grazie a una nuova linea capace di realizzare 4.000
chili di pasta corta all'ora, portando la capacità dello
stabilimento a 80.000 tonnellate annue.
Pasta Berruto il primo pastificio italiano per incidenza
dell'esportazione sul fatturato con il 95% delle vendite
destinato ai mercati esteri. Dal punto di vista distributivo,
l'80% dei ricavi deriva dal segmento retail, grande
distribuzione e discount.
"Il piano di investimenti rappresenta per Pasta Berruto una
scelta strategica e un segnale concreto di fiducia nel futuro"
spiega l'amministratore delegato Stefano Berruto. "E' un
passaggio fondamentale per sostenere la crescita qualitativa del
nostro prodotto e rafforzare il posizionamento del nostro top di
gamma Berruto 1881. Continueremo a investire nella selezione
rigorosa delle materie prime e in scelte produttive sempre più
mirate, a tutela di un autentico Made in Italy".
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