Passione per il gelato? La colpa è dei geni

5 ore fa 4

C'è un legame tra gusto e DNA: ci sono geni che ci rendono più golosi di zucchero e grassi, con conseguenze sul peso e sulla salute metabolica.

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Avete un debole per il gelato o non riuscite a resistere a un piatto di patatine fritte? Potrebbe esserci lo zampino della genetica: secondo uno studio presentato all'edizione 2026 di Nutrition, un meeting annuale dell'American Society for Nutrition, dietro alla tendenza a preferire cibi dolci o grassi ci sarebbero delle varianti genetiche, che farebbero anche aumentare il rischio di soffrire di obesità e diabete di tipo 2.

«Questi risultati suggeriscono che la suscettibilità al consumo eccessivo di alimenti iperpalatabili, come bevande zuccherate, cibi fritti e patatine, è in parte radicata nei nostri geni», commenta Julie Gervis, che ha presentato la ricerca.

Lo studio

Per giungere alle loro conclusioni, i ricercatori hanno prima di tutto individuato i tratti genetici legati alle preferenze di gusto, conducendo studi su larga scala su un sottogruppo ricavato dalla UK Biobank (la più grande banca dati biomedica britannica che conta circa mezzo milione di persone) per identificare le varianti associate a ciascuna preferenza alimentare – per cibi dolci, salati e grassi.

Gli studiosi hanno quindi verificato se le persone con una predisposizione genetica più marcata verso un particolare gusto consumassero effettivamente più cibi di quel tipo e presentassero un rischio più elevato di obesità e diabete di tipo 2.

Durante le analisi hanno tenuto conto di fattori come età, sesso, genetica e apporto energetico totale, così da poter isolare l'effetto specifico dei geni sulle preferenze di gusto.

Geni del dolce

I risultati hanno mostrato che le persone con una maggiore predisposizione genetica verso il dolce consumano effettivamente più cibi dolci, mediamente circa 7 grammi in più al giorno: una quantità apparentemente modesta, ma che si accumula nel tempo nell'organismo. Chi aveva geni legati alla preferenza di cibi dolci e grassi è risultato inoltre avere un peso corporeo mediamente maggiore e un rischio moderatamente più elevato di soffrire di diabete di tipo 2.

«Dai risultati emerge che i geni alla base delle preferenze di gusto potrebbero influire sulle abitudini alimentari, giocando un ruolo importante nel rischio di malattie metaboliche», spiega Gervis, che sta ora lavorando con il suo team per estendere lo studio ad altri gusti come amaro, acido e umami. Essere consapevoli del legame tra genetica e preferenze di gusto potrebbe aiutarci non solo a identificare le persone più a rischio di sviluppare malattie metaboliche, ma anche a sviluppare diete mirate e più efficaci sulla base dei gusti personali di ognuno.

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